Pietro Gandolfi – Michele Carminati, Warbringer – La Torre dell’Ippopotamo, 48 pp. in b/n, Midian Comics 2021, € 20,00

Cominciando la lettura della novità Midian Comics, mi rendo subito conto di avere due problemi…
Il primo: non ho mai letto nulla di Warbringer, la saga fantasy ideata, scritta e pubblicata dal valentissimo Pietro Gandolfi, pittoresco autore horror, raffinato assai e dall’indiscutibile fantasia.
Il secondo (ancora più grave, ahimè): non ho mai letto nulla neppure di Robert Howard, conosco Conan ovviamente, ma nelle sue versioni fumettose (che pure non ho mai apprezzato, non certo perché non valgano, anzi, ma perché a me il fantasy sfagiola davvero poco, e de gustibus è pur sempre de gustibus).

Eppure, come resistere a un volume che si intitola La Torre dell’Ippopotamo e che in copertina propone un classico eroe nordico col crine al vento, il suo irsuto compare brandente una monumentale ascia bipenne, una soave quanto aggressiva (e sexyssima) fanciulla in armi e un mucchio di non ben identificabili animaletti dormienti?
E infatti non si resiste: ed è così che ti ritrovi tra le tavole di un Michele Carminati in gran forma (voi Sbam-lettori lo avete ben presente, no? È l’autore del grandioso Flauer, ovvero un artista in grado di realizzare 200 – 200! – storie comiche monotavola autoconclusive centrate su un fiorellino – un fiorellino! – di campo), in una tavernaccia piena di gente inquietante (manca solo un Ramingo del Nord, poi ci sarebbero proprio tutti), molto interessata a un codino di ippopotamo (avete mai fatto caso a quanto è piccolo rispetto a tutto il bestione?) e alla regolamentare mappa di un tesoro (costituito dal codino medesimo), e poi alla base della torre dell’ippopotamo di cui sopra, e poi ancora tra trappole di ogni tipo e combattimenti all’arma bianca e moltitudini di sorci (sorci?) e scene da videogame e situazioni stile Lo Hobbit e una gragnuola di citazioni di ogni genere (anche della… Lines! Sì, quella dei pannolini, anche se magari questa la coglieranno solo i lettori anta)… e tutto questo condensato in solo 41 tavole, così che alla fine ti vien da dire, dai, datecene ancora qualcuna. Pant pant.

E non è tutto. I protagonisti rispettano in pieno i canoni dei film drammatici: c’è l’eroe-protagonista senza macchia e senza paura, ovviamente bellissimo e fikissimo; c’è il suo fedele amico disposto a tutto per lui e leale fino all’esaurimento nervoso; e c’è la gnoccolona, talvolta fidanzata dell’eroe, ma non obbligatoriamente.
Nei film di una volta la gnoccolona serviva a mettersi nei guai per farsi salvare dall’eroe; nei film più moderni è invece lei stessa quella che salva l’eroe; in quelli modernissimi soppianta l’eroe che di fatto non serve più. Ma non divaghiamo.
Spesso, in quegli stessi film il fedele amico muore, magari per salvare l’eroe o per salvare la gnoccolona. Altre volte si fa salvare lui dall’eroe e/o dalla gnoccolona, così da creare un paio di scene ansiogene in più. In fondo il suo è un ruolo sacrificabile, magari non è proprio così indispensabile. Anzi spesso è lì proprio per quello.
Ebbene, sappiate che tutte queste cose si verificano anche in La Torre dell’Ippopotamo. Oddio, magari qui l’eroe non è proprio così eroico e il fedele amico è un po’ più pirla che nei film, ma in compenso la gnoccolona rispetta ampiamente tutti i canoni. Tranquilli: alla fine (SPOILER!!!) non muore nessuno. Anche perché così è tutto a posto e possiamo aspettarci la seconda puntata. Che ci piacerebbe assai. Perché, adesso posso dirlo, anche se non hai letto Howard questo fumetto te lo godi lo stesso parecchio. E ti viene pure da fare un applauso supplementare al Carminati per il sagace uso dei retini che arricchiscono il colpo d’occhio. E al Gandolfi che a quanto pare non fa solo spaventare ma anche divertire.
Ergo, voto finale: clap clap clap clap!

Nota tecnica conclusiva: l’esserino Pietro Gandolfi gira un sacco di fiere e di manifestazioni fumettose sotto il nero stendardo di Midian Comics, quindi non dovreste avere difficoltà a incontrarlo e reperire il volume. Così non fosse, potete sempre contattarlo sulla sua pagina Facebook. Anche perché ha un sacco di altre cose assai interessanti (The Noise!) e merita tutta l’attenzione del caso.

Antonio Marangi