Sembra proprio di essere giunti alla fine di un percorso lunghissimo, cominciato decenni fa con Umberto Eco, Oreste Del Buono, Carlo Della Corte, la rivista linus, apocalittici, integrati, Federico Fellini, Elio Vittorini, aule di tribunale, fumetti neri oddio che orrore, Nona Arte, dibattiti, graphic novel, Corto Maltese, Charlie Brown, Burne Hogarth, Andy Warhol e via discorrendo.
Adesso arrivano gli Uffizi, tempio mondiale dell’Arte, quella “grossa”, quella unanimamente riconosciuta, quella che viene dal RInascimento, quella più classica…

Sì perché la notizia è grossa: Eike Schmidt, direttore del Museo fiorentino, intende portare il Fumetto proprio lì, nelle austere sale del capoluogo toscano, grazie alla collaborazione con Lucca Comics.

«Lucca Comics & Games è la più grande fiera italiana ed europea dedicata alla creatività: nel suo ambito non c’è soltanto il mondo dei comics, dal quale è nata, ma l’animazione, i giochi, i videogiochi, la cultura legata al fantastico e al fantascientifico. È dunque naturale che le Gallerie degli Uffizi vogliano confrontarsi e dialogare con una realtà tanto feconda, importante e popolare», ha detto Schmidt intervenendo all’inaugurazione di Lucca Changes, la peculiare Lucca di quest’anno. «Sto pensando a mostre e progetti espositivi da realizzare insieme, Comics e Uffizi, ma anche incontri, e magari confronti tra storici dell’arte e maestri del Fumetto, eventi, insomma un progetto culturale complessivo, sfaccettato, pluriennale, di ampio respiro».

Non sono mancate le ritiche di chi ha gridato al sacrilegio, ma Schmidt non si è scomposto: «Troviamo opere prototipiche dei fumetti nei codici miniati medievali, in alcuni quadri del Quattrocento nordico», ha detto al Corriere della Sera. «Ci sono i balloon, le nuvolette di testo, anche in alcuni dipinti antichi. E poi gli stessi comics sono stati contaminati dalla storia dell’arte e grandi maestri hanno trovato ispirazione».

Staremo a vedere.

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