Massimo Marcucci, Matite in guerra – Il primo conflitto mondiale nella narrativa a fumetti italiana (1915-2018), 280 pp., Giorgio Pozzi Editore 2020, € 18,00

La Grande Guerra è stata studiata e raccontata attraverso documenti, memorie, diari, fotografie, manifesti, filmati, pubblicità. Una pluralità di fonti dal cui novero il fumetto è rimasto ai margini, scontando il pregiudizio, ancora radicato, che si tratti di un linguaggio “minore”, incapace di esprimere narrazioni complesse e adulte.

Matite in guerra, focalizzando l’attenzione sui fumetti italiani dedicati al fronte italo-austriaco apparsi nel periodo 1915-2018, offre una panoramica capace di abbracciare il secolo che ci separa da quegli anni per analizzare come durante il conflitto la narrativa a fumetti abbia partecipato attivamente allo sforzo propagandistico e alla costruzione del consenso, per poi, nei decenni successivi, trasmetterne il racconto e la memoria.

Un percorso di lettura e rilettura lungo cento anni, che partendo dallo stretto rapporto che nel quadriennio 1915-1918 accomunò il Corriere dei Piccoli ai settimanali La Domenica del Corriere e la Tradotta nell’uso strumentale della forza comunicativa ed evocativa delle immagini, si snoda fino ad oggi attraverso matite d’autore e popolari, spazianti dalla pura fiction alla rievocazione e ricostruzione di episodi e avvenimenti locali e nazionali, intrecciando un dialogo con la storia delle Nuvole parlanti a partire dalla loro nascita (nel 1908) fino alla “maggiore età” rappresentata, nel presente, dal graphic novel.

(dall’editore)