La riduzione a fumetti di opere di altro genere, quali film o romanzi, rischia sempre di mettere l’autore davanti a un bivio: seguire alla lettera la trama, rischiando così seriamente di creare qualcosa di poco digeribile, visto che di fatto stai adattando uno all’altro due media diversi, o prendersi quelle libertà forse necessarie, ma che fanno rizzare i capelli in testa ai puristi?
Sovente, la soluzione adottata è una via di mezzo: seguire la trama il più possibile, ma potando le parti che impicciano. Così che il risultato finisce con lo scontentare sia l’una che l’altra possibilità.
Questa nuova casa editrice nata in quel di Piacenza si è riproposta di adattare al Fumetto nientemeno che le opere liriche! E visto che – diciamoci la verità – o di tali opere si è veramente appassionati o si rischia seriamente l’effetto incudine sulle zone erogene, ecco che questo esperimento non può passare inosservato. La parola dunque a Simone Tansini, fondatore e curatore di 40GB: lo abbiamo intervistato sul nr. 49 della nostra rivista digitale, che potete scaricare liberamente da QUI. Ve ne anticipiamo un estratto.

Curiosità: cosa significa 40GB?
Chiariamo subito che il nome non ha nulla a che vedere con i gigabyte! È semplicemente una specie di acronimo di via Giordano Bruno 40, l’indirizzo di Piacenza della mia casa di famiglia. È dove mio nonno ha avuto le sue attività e mio padre dopo di lui. Adesso è il mio turno.

Fare fumetti addirittura sul teatro d’opera…
Non è strano: io sono musicista professionista e l’idea che mi ha spinto a questo esperimento è stata quella di creare connessioni tra musica e Fumetto, oltre che gioco da tavolo. Realizzare una contaminazione di generi inedita. Il teatro d’opera è sempre visto come qualcosa di retrò, di pesante e anche di lungo, visto che ogni opera dura ore: una lunghezza non adatta al giorno d’oggi, quando soprattutto i giovani sono abituati alla rapidità, alla sintesi dei contenuti. Quindi l’unico modo per avvicinare l’opera al grande pubblico è quello di creare curiosità e confidenza: per farlo, devi usare altri mezzi. 

Per esempio?
Se io intono All’alba vincerò, certamente mi seguirebbe chiunque, tutti la conoscono. Ma se io ti chiedo che cosa vincerò… ecco che non lo sa quasi nessuno. Se io lo spiego, creo curiosità, quindi confidenza. E per spiegartelo mi serve un sistema smart, leggero. Io ho usato fumetti e giochi da tavolo.

Per il fumetto avrai avuto comunque una passione?
Sì, io nasco nerd, vengo dall’ambiente dei fumetti e dei videogiochi, e ancora adesso ritengo importante mantenere sempre l’animo da bambino, quello che ti permette di “giocare” tutta la vita.

Sei partito da un gioco da tavolo…
Si chiama Sipario, è un gioco da tavolo ambientato su un palco d’opera, ma concentrato sul dietro le quinte, tra pettegolezzi, impresari scorretti, rivalità. Quello del teatro è un ambiente spigoloso, individualista, c’è poco spirito di squadra: io voglio farlo conoscere in maniera buffa, secondo me l’unico modo per avvicinare il pubblico al palcoscenico. Se così facendo riesco a spiegarti che esistono sei tipi di voci, ad esempio, o a farti conoscere gli autori importanti, ecco, ho raggiunto il mio scopo.

La passione con cui ne parli è evidente…
Senza quella non avrei potuto fare nulla. Nella 40GB ho investito energie, risorse, stile di vita…

Dopo il gioco i fumetti…
Usando il fumetto posso dare un punto di vista ancora diverso rispetto a quello che propongo col gioco. L’opera, nei secoli, è stata vista in tanti modi diversi: prima si dava importanza al librettista, poi al cantante, poi al regista o allo scenografo… È stata rivista e rivisitata, attualizzata, portata al cinema… L’unica cosa che non si può fare è toccare le trame, la drammaturgia, il famoso libretto. Col fumetto no, col fumetto posso farlo: e col fumetto voglio offrire un prodotto che dia spessore alle trame stesse, darne una versione nuova su misura per i tempi di oggi, molto diversi da quelli dell’Ottocento. In pratica, quindi, risceneggio la trama, la porto a misura di fumetto.

Non rischi la pallosità?
La rischierei sicuramente se usassi la trama così com’è, perché sovrapporrei due velocità diverse, quella del palco e quella della tavola disegnata. L’idea è questa: riscrivo la sceneggiatura, ma nel mio volume trovi il testo originale del libretto nella pagina a fronte. In pratica, di qua l’originale, di là la mia versione attualizzata ai tempi e ai gusti di oggi. Attenzione: le due cose sono svincolate, puoi leggerle ognuna per conto suo. Talvolta ho addirittura spostato alcune parti della trama proprio per migliorarne la leggibilità.

Parliamo di autori. Il soggettista sei sicuramente tu…
Esatto, i soggetti sono tutti miei. La sceneggiatura invece non è il mio mestiere. Infatti con me lavora Nicola Genzianella, mio “compaesano”, che disegna… sceneggiando. Praticamente, abbiamo lavorato gomito a gomito, cercando la quadra punto per punto, anche se cerco di lasciargli più mano libera possibile. Nel nostro team entrerà anche Paolo Bisi, ma per ora stiamo ancora studiando “chi farà cosa”.

Quali sono i primi titoli che hai trattato?
Il Rigoletto e Madama Butterfly.

Come, niente Traviata?
È forse la più famosa e infatti è anche la più sfruttata in tante occasioni. Ma non si presta al mio “sistema”. Mentre il Rigoletto l’ho trovato perfetto, soprattutto per la figura del Duca di Mantova, ventenne impunito che schiva la maledizione che invece colpisce Rigoletto. Ma poi possiamo chiederci che fine farà da adulto… Quindi racconto l’opera da un punto di vista nuovo.

Lo stile è molto realistico. Non hai pensato a una versione umoristica?
Sarebbe un’altra cosa, ma non escludo che un domani si possa trovare un’opera adattabile a toni diversi. Quello che conta è che sia la musica che l’illustrazione, così come qualsiasi altra forma d’arte, servano a far recuperare a chi la vede, la sente, la tocca, la capacità di emozionarsi. La trama dell’opera simula sensazioni forti, vuole educare all’emotività. Io penso che se riesci a fare i giusti esempi, semplici, su misura per entrare nel pubblico che hai davanti, ecco che puoi insegnare ad apprezzare anche il più oscuro film turco! Io provo a spiegare così la musica classica ai ragazzini a scuola. Ecco perché ho mescolato due cose apparentemente così lontane, il Fumetto e l’opera. Non è facile, bisogna conoscerle bene entrambe. Infatti sapevo che nessun editore mi avrebbe seguito in questa cosa, ed ecco che ho cominciato io.

I prossimi titoli?
Ho appena fatto uscire Butterfly, un lavoro lungo di ricerca di fonti adatte, durato mesi, ma molto soddisfacente. Adesso dopo lunga analisi, abbiamo deciso per il Don Giovanni e Nicola ci sta già lavorando.

Antonio Marangi

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