La storia parte, strano a dirsi, da una festa: quella per l’anniversario della fondazione dei Vendicatori, all’interno della base ufficiale, da poco ricostruita dopo la distruzione avvenuta durante la Saga di Proctor (appuntatevi questo titolo: ve ne riparleremo). Alla festa, tutt’altro che gioiosa in realtà, partecipano membri storici come Hank ‘Giant-Man’ Pym, Janet Van Dyne (che per il momento ha mollato i panni di Wasp), Scarlet, Occhio di Falco, Ercole, oltre alla coppia Crystal-Quicksilver, la Bestia (che per un lasso di tempo ormai remoto fu anche Vendicatore), l’insopportabile U.S. Agent, e la Vedova Nera, presidentessa in pectore del gruppo (all’epoca, Cap era impegnato in una lunga saga in cui stava – letteralmente – morendo).
Ovviamente a fare gli onori di casa non poteva mancare Tony Stark, che non stava passando uno dei suoi momenti migliori da Vendicatore: il fallimento dei Vendicatori della Costa Ovest era ferita ancora fresca, la morte di Mimo (moglie di Occhio di Falco) ed infine il nuovo team Force Works che in realtà sembrava tutto fuorché una squadra, erano tutti fattori importanti per il suo morale.

A complicare il tutto, ecco comparire una misteriosa porta negli scantinati della base: una porta impenetrabile a tutti i migliori scienziati del gruppo, che non sanno darsi una risposta del perché sia lì, e soprattutto (come si chiedono tutti i lettori) cosa ci sia oltre la stessa.
Non basta: ecco anche tre morti, in rapida sequenza, tutte nella stessa sera: Gilgamesh, l’Eterno ex Vendicatore, teoricamente immortale, ma che invece… Marilla, la bambinaia inumana (nel senso di appartenente alla civiltà aliena ben nota ai lettori dei Fantastici 4) della piccola Luna, figlia di Crystal e di Quicksilver. E poi Calabrone II, che non avrebbe dovuto essere in quella dimensione, non avrebbe dovuto bussare a quella porta, e, soprattutto, non avrebbe dovuto farsi scoprire dal suo assassino: Tony Stark. Ebbene sì. Avete letto bene…

Ovviamente, dopo che il primo episodio lascia tutte queste carte sul piatto, la curiosità per il prosieguo è legittima. Con una domanda su tutte: è lui o non è lui l’assassino? Dettaglio che non vi sveleremo, nel caso non conosceste questa saga e vogliate recuperarla.

Giudicare questa storia non è semplice. Di primo acchito, è figa al punto giusto: la componente mistery la fa da padrona ed i personaggi in gioco, in effetti, rispettano bene i loro ruoli e non vengono snaturati per piegarsi al volere della trama. Trama che in realtà voleva essere, probabilmente, uno starting-point per qualcosa di ben superiore, che la coppia Bob HarrasTerry Kavanagh avevano messo in pista per risollevare le sorti di due testate (Iron-Man e Avengers) in caduta libera già da mesi, al pari della altre testate vendicative (Captain America, ad esempio, la cui morte era stata progettata con le medesime finalità). In realtà, tutto questo baillame si tramutò in un nulla di fatto… Dopo La Traversata e l’arrivo di un nuovo Iron-Man, arriveranno Onslaught e La Rinascita degli Eroi ad azzerare tutte le trame pregresse, e gli spunti narrativi di cui sopra si sono persi nel nulla.

Resta quindi una saga ben ideata (Harras fondamentalmente ha lavorato su un’unica, lunghissima, trama fin dal suo esordio sulla testata) e tutto sommato ben strutturata, che però soffre di un handicap notevolissimo, che è forse il limite più evidente: la parte grafica.
La storia infatti si dipana tra le testate originali Avengers, Iron-Man, War-Machine e Force Works: e se le prime due, tutto sommato e pur non brillando, resistono (con Mike Deodato Jr. e Jimmy Cheung ancora un po’ acerbi, ma comunque gradevoli), le altre sono decisamente (non ce ne vogliano gli autori) di serie B, con inquadrature, volti e storytelling ben lontani dalla sufficienza. Con l’ovvio risultato di un’altalena qualitativa che rende la leggibilità molto difficoltosa e riduce (e non di poco) l’appeal di una saga che in mani migliori avrebbe potuto dire la sua.

Vale la pena recuperarla? Ni. Se siete amanti dei “vecchi” Avengers, decisamente sì. Bella o meno, questa saga fa parte integrante della storia del vecchio universo Marvel, e sono convinto che prima o poi (vista la mai troppo abusata moda dei ricicli) l’Iron-Man visto su La Traversata e sulle saghe seguenti tornerà in auge. Se invece per voi il Fumetto è solo Watchmen et similia, accontentatevi di questa recensione…

In ogni caso la storia è facilmente reperibile online a pochi euro nell’unica edizione attualmente esistente, ovvero quella originale, uscita negli anni Novanta su Iron Man e i Vendicatori (Marvel Italia) da 10 a 13, oltre al prologo contenuto nello speciale Vendicatori: La Traversata (Marvel Top 10). Quest’ultimo, poi, vale l’acquisto di per sé solo: specie per i millenials che mai hanno provato il sollucchero di avere in mano un albo con la chromium cover

Roberto Orzetti