Stefano Tartarotti, Wacosky Road. Diario segreto di una scrittrice compulsiva, 128 pp. a colori, Festina Lente Edizioni 2020, € 12,00

Jo Wacosky è un’eccentrica scrittrice di romanzi con la passione per l’idraulica. Anche se i suoi romanzi sentimental-trash le hanno dato notorietà e ricchezza, lei ama vivere appartata in una grande casa di campagna nascondendo ai più la propria vera identità, per questo ha assoldato un’anziana attrice alcolizzata che la rappresenti nei vari eventi mondani a cui è invitata.

Coinquilini nella grande casa e vittime dell’ego di Jo Wacosky sono Stu, un giovane timido architetto sovente consultato da Jo quando si trova nella doccia, Zoe, una battagliera e irascibile studentessa universitaria fuori corso e Boo, un bizzarro coniglio gigante dotato del dono della parola e a suo dire fuggito da un laboratorio scientifico top secret coreano.

Quattro personaggi, un canovaccio di base semplice, alcuni tormentoni ricorrenti e ben congegnati, per una striscia divertente e semplice la cui forza e fascino sta nel riuscire a sintetizzare una gag o una riflessione in una sequenza autoconclusiva di poche vignette senza rinunciare al piacere di costruire man mano un piccolo universo di personaggi, ambienti, situazioni ricorrenti nella logica di una continuity strip, ovvero la narrazione di una storia, scombiccherata, stralunata e surreale, che valica le singole strisce e che va avanti a strappi da una tavola all’altra.

Wacosky Road in definitiva è un fumetto singolare, curioso frullato di comicità surreale, satira, gag classiche da comic strip e parecchia, ma proprio parecchia, follia sociale.
Consigliato ai lettori pigri, perché leggendo un unico libro potranno fare bella figura con gli amici, vantandosi di conoscere l’incipit di 100, o giù di lì, celebri romanzi di prossima pubblicazione.

(dall’editore)

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