Nato a Nizza (Francia) nel 1953, François Corteggiani lavora nel mondo delle Nuvolette dal 1974, quando comincia la sua collaborazione con i pocket della SEPP. Dopo un breve periodo nella prestigiosa Spirou, scrive e disegna numerose avventure di Pif, il popolare personaggio creato da Claude Arnal. In seguito si dedica soprattutto ai testi, collaborando con diversi autori e dando vita a numerosi personaggi, tra i quali possiamo ricordare almeno Marine, Smith e Wesson e L’école Abracadabra, affidata alle matite di Pierre Tranchand (in arte Pica), e Timothée Titan per il “nostro” Giorgio Cavazzano. Dopo la scomparsa di Jean-Michel Charlier, riprende le storie del giovane Blueberry, disegnate da Colin Wilson.

Per la Sbam-redazione è stato un vero piacere e un onore conoscerlo e intervistarlo su un tema molto importante: la situazione del Fumetto nell’area franco-belga. Proprio il tema che abbiamo messo in copertina dell’ultimo numero di Sbam! Comics 48 – la nostra rivista digitale (che potete scaricare liberamente da QUI) – e di cui questa intervista è la base dell’analisi.
VE ne anticipiamo qui un breve estratto.

Parliamo un po’ del famoso Fumetto della zona franco-belga…
Vi posso dire subito che la vera differenza tra Francia e Italia è il canale di vendita. Da voi gli albi escono prevalentemente in edicola, da noi si realizzano soprattutto cartonati, circa 2500 all’anno. Quindi per i nuovi autori è difficile trovare spazio, spesso gli editori non rispondono neppure. Anche i compensi non sono più quelli di una volta. Il giovane autore deve quindi essere davvero molto appassionato per andare avanti, perché con questo lavoro è molto difficile mangiare…

Più o meno come in Italia dunque…
In Francia come in Italia. Ci sono sempre più giovani che sognano di fare fumetti e per questo accettano qualsiasi condizione economica. Le pubblicazioni che “funzionano” però sono realizzate da autori già affermati e pagati normalmente: per tutti gli altri è veramente difficile “entrare”. In pratica, ci sono più autori che fumetti da fare!
Quando ho cominciato io, più di 40 anni fa, gli autori in circolazione era 300, i giornali 2000. Adesso gli autori sono più del doppio di allora e i giornali sono ormai solo un paio! Spirou è ridotto al lumicino e perfino il Topolino francese si limita a ristampare sempre le stesse cose…

Non esistono dunque più serie lunghe, alla Asterix?
No, ormai le uscite sono ridotte e le miniserie sempre più brevi. Resistono Asterix, Blueberry o altri grandi classici, che escono con un solo volume all’anno. Ormai più che serie sono marchi, simboli.
Lo spirito del lettore di oggi è quello di Netflix: non puoi farlo aspettare troppo tra un episodio e l’altro, altrimenti si disaffeziona, la serie deve essere rapida. Ma non essendoci più le riviste periodiche è impossibile mantenere questa frequenza…

Quale è lo stile più utilizzato dai disegnatori? Quello mangoso, come da noi?
Sì, lo stile manga è quello dei giovani autori, ormai si trova perfino su Spirou. E i manga veri, quelli importati dal Giappone e tradotti, sono gli albi che si vendono di più…

L’intervista completa e molto altro materiale sul tema del Fumetto franco-belga sul nr. 48 di Sbam! Comics.

(Antonio Marangi)