Un numero di Vogue politicamente correttissimo, ma interessante per noi fumettomani, quello in edicola a inizio 2020: per la prima volta nella sua storia, la celeberrima rivista di moda esce senza nessun servizio fotografico, ma solo con illustrazioni.

A cimentarsi in questo lavoro sono stati Milo Manara, David Salle, Vanessa Beecroft, Yoshitaka Amano, Cassi Namoda, Delphine Desane e Paolo Ventura.

Il motivo? «Tutte le copertine, e i servizi del numero di gennaio sono stati realizzati da artisti, noti, emergenti, nomi dell’arte e leggende del fumetto, che hanno raccontato la moda rinunciando a viaggiare, spedire interi guardaroba, inquinare. La sfida è dimostrare che è possibile raccontare gli abiti senza fotografarli», spiega nell’editoriale il direttore Emanuele Farneti.

Un numero dunque storico della rivista: «È una prima volta: Vogue Italia non aveva mai avuto una copertina illustrata e nessun Vogue, da quando esiste la fotografia, ha mai realizzato un numero prescindendone», spiega ancora Farneti.

Se l’iniziativa voleva essere una astuta idea pubblicitaria è certamente riuscita nello scopo, visto che le copertine di questo numero di Vogue sono finite ovunque, TG nazionali compresi. In ogni caso, è stato un bel momento per questi artisti del Fumetto, non tutti celeberrimi.
Inoltre, i soldi risparmiati sono stati devoluti a favore della Fondazione Querini Stampalia Onlus di Venezia, danneggiata dalle recenti maree straordinarie.

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