Robert Kirkman – Charlie Adlard, The Walking Dead, vol. 32, Riposa in pace, 230 pp. in b/n, saldaPress 2019, € 13,90

Una premessa forse scontata, ma doverosa.
Stiamo parlando di uno dei capolavori assoluti della storia del Fumetto, una saga che sta al classico horror a tema zombie come Il Signore degli Anelli sta al fantasy: cioè una rivisitazione tale per cui il genere stesso non può più essere quello di prima e tutto ciò che verrà dopo ne sarà condizionato.
Ecco perché qualsiasi fantasy moderno ha dei debiti con la creazione di Tolkien e sicuramente ogni storia zombie successiva al 2003-2004 ricorda da vicino il lavoro di Robert Kirkman.

Trovarsi tra le mani il volume conclusivo (il 32mo, in libreria da saldaPress da questo mese di dicembre) dà quindi la stessa sensazione di mestizia che suscita, dopo le 9 ore e passa di visione della trilogia cinematografica di Peter Jackson, il vedere Frodo salire sulla nave degli elfi e sparire all’orizzonte.

Il successo di pubblico è indiscutibile: si è portato dietro, oltre ad albi, volumi, raccolte e iniziative editoriali assortite, una serie tv in 10 stagioni con 148 episodi e una versione cartoon. E per quanto noi di Sbam! Comics abbiamo provato a scovarne i difetti (che ci sono, ovviamente, ma davvero ben nascosti), anche noi siamo rimasti colpiti e affascinati dall’opera, non a caso una delle più citate su questo sito e sulla nostra rivista digitale.

Parlare di questo ultimo volume senza rivelare nulla della trama è cosa ardua, e infatti non ci proviamo nemmeno: qualsiasi commento si risolverebbe in urticanti spoiler. Diremo soltanto che la chiusura è all’altezza della saga intera, cioè di livello egregio: porta all’estremo gli ultimi snodi narrativi, passa attraverso un colpo di scena deflagrante (forse intuibile, ma comunque possente) e si chiude con un degno finale. Un finale che non impedisce l’ipotesi di una futura ripresa della serie, ma che non è neppure il classico finale aperto: è anzi un vero finale, che lascia soddisfatti perché risolve ogni linea narrativa, tale per cui il lettore chiude il volume come si chiudeva il librone delle scene conclusive dei classicissimi cartoon Disney di una volta, con la scritta The End stampata in rilievo sul rivestimento in pelle…

Gli zombie che aprirono la saga al risveglio dello sventurato Rick nel suo letto d’ospedale vivono (verbo strano nel loro caso) il loro momento di gloria anche tra queste ultime pagine, ma sono sempre relegati sullo sfondo, come sempre nell’intera saga di TWD: sono anche qui un puro pretesto per scatenare le situazioni tra gli uomini, con i loro limiti e le loro contraddizioni, con i grandi slanci di solidarietà e lo spirito costruttivo alternati a piccolezze, grettezze e ipocrisie, nell’eterno equilibrio tra bramosie personali e bene comune, quello di cui Rick è vero simbolo e portabandiera.

Grazie dunque a Robert Kirkman: ci ha fatto emozionare e divertire per anni, con la sua «qualità di scrittura fuori dal comune, che gli permette di far evolvere l’intreccio in maniera originale e mai scontata, e a una grande capacità di gestione dei personaggi, che risultano perfettamente caratterizzati nel giro di poche vignette», scrivevamo di lui all’epoca del nostro primo approccio con la sua opera.
Complimenti a Tony Moore, per poco con la matita in mano su queste tavole, ma cui comunque si deve l’impostazione grafica iniziale della saga, e a Charlie Adlard, che invece ha disegnato zombie per un decennio abbondante. Senza dimenticare i passatori a china, da Cliff Rathburn a Stefano Gaudiano.
E complimenti anche allo staff di saldaPress: il cupo ghigno di Negan che da anni adorna lo stand dell’editore emiliano nelle varie fiere ha sempre attirato una più che meritata attenzione.

Come dunque non assegnare senza indugio alcuno la nostra “coccarda virtuale” SSGF (Signore e Signori, questo è Grande Fumetto) a The Walking Dead?
Clap clap clap clap.

Antonio Marangi

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