A 35 anni dal primo mitico film, ed in occasione dell’uscita nelle sale di Destino Oscuro, ecco in edicola l’annunciatissimo numero 1 di Terminator (48 pagg., spillato, colore, ottobre 2019, € 3,20, saldaPress), nuovo spillato che, sulla scia di Aliens e Predator, porta in edicola e in fumetteria le versioni a fumetti dei cult anni ’80.

Il formato della collana, come detto, è il medesimo dei predecessori (48 pagine con due storie ad albo), e sono già state messe in programma le prime due miniserie: 2029-1984, che inizia proprio su questo numero e proseguirà fino al terzo, e la successiva Guerra Parallela.

Due parole sulla storia, ambientata appunto nel 2029, e che vede come protagonista Kyle Reese, ovverosia l’eroe che, nel primo film, venne rispedito nel 1984 per evitare che T-800 (il primo Terminator, insomma) uccidesse Sarah Connor, futura madre dell’eroe della resistenza John.

Un primo numero sostanzialmente “di preparazione”, perché in realtà – ad eccezione della vita ordinaria della resistenza e di un’epica fuga guidata proprio da Kyle – succede veramente molto poco: ma vale la pena attendere le ultime pagine, perché qui il botto c’è eccome… Senza spoilerare nulla, vi diciamo solo che sul finale compare un personaggio che proprio non dovrebbe esserci. E che, con ogni probabilità, insieme a “quell’altro” che invece c’è, sarà il vero protagonista della miniserie.

La storia, tratta dai primi due numeri di 2029-1984 del 2010, è stata scritta da Zach Whedon (fratello del produttore/regista Joss Whedon, e anche lui con un ottimo cv sul piccolo schermo) e disegnata da Andy Macdonald (già all’opera per Marvel e DC); i colori sono di Dan Jackson.

Giudizio sintetico sull’albo: primo numero non male (storia lineare, senza troppi voli se non nel finale, e disegnata molto bene), anche se in realtà bisognerà attendere il terzo numero per valutare compiutamente la miniserie.
Ciò non toglie però, ancora una volta, l’ottimo lavoro di saldaPress: considerando che si tratta di un prodotto estremamente nerd (della serie: se non conosci Terminator fai fatica ad individuare i personaggi), i redazionali devono per forza essere “sul pezzo”, e così è stato.

Nei lontani anni ’90 i redazionali erano letti tanto quanto il resto dell’albo (se non di più): ma trovarsi oggi di fronte una pubblicazione in cui le spiegazioni sono più che abbondanti è decisamente un ottimo punto di partenza.
Appuntamento quindi tra un mese. Non preoccupatevi se non lo vedete in edicola: vi troverà lui…

Roberto Orzetti