Ahia, che disastro… Come ben sanno i Marvel-lettori vendicativi, i Nove Regni che la mitologia nordica ci descrive da millenni e che da sempre animano le vicende di Thor e della sua divina congrega (regni nel frattempo diventati 10, per aggiungere alla lista il paesello natale della potente Angela) sono a soqquadro. Il fetentissimo Malekith, il maxi-stregone monarca degli Elfi oscuri, ne ha distrutti un bel po’, mentre con altri (ovviamente quelli cattivacci come lui, tipo il reame infuocato di Surtur o quello congelato di Laufey) ha stretto allenze.

Manco a dirlo, tra i mondi distrutti c’è Asgard, che per quanto eterna e scintillante finisce puntualmente a tocchi una saga sì e l’altra pure. Odino ci ha provato a proteggerla, ma, anche se onnisciente e onnipotente, il buon Padre di Tutti ha fatto una volta di più la figura del pirla.

Insomma, gli dèi si trasferiscono a Midgard – alias la Terra, unico Regno ancora integro e libero – e prendono dimora in un (ebbene sì…) condominio di Manhattan. Thor non ha più Mjolnir, finito nel Sole, ma è battagliero come sempre, e si è pure procurato un animaletto domestico, un cane parlante (ebbene sì…) di nome Thori (ebbene sì…).
Malekith intanto è ovviamente ben deciso a completare la sua opera e quindi insegue gli asgardiani e invia le sue orde direttamente a New York e dintorni.

È da qui che prende l’avvio la saga della Guerra dei Regni, proposta da Panini Comics in una serie a se stante (partita in questi giorni con Marvel Miniserie 222, 48 pagine a colori e poster in omaggio, € 3,50) e vari episodi che vedremo qua e là tra le varie serie regolari della Casa modenese e su qualche albo extra, come da prassi in questi frangenti.

Essendo nel bel mezzo della Terra, gli asgardiani potranno per fortuna contare sull’apporto degli eroi nostrani: gli Avengers prima di tutto (che al momento annoverano, con gli immarcescibili Capitan America, Iron Man e Pantera Nera, anche She-Hulk, Capitan Marvel e le peculiari novità del nuovo Ghost Rider e di Blade), il dottor Strange ed eroi solitamente alle prese con problematiche di altro genere, quali Spider-Man, Daredevil, Wolverine e il Punitore. Ma vedremo rapidamente altri alleati in prima linea.

Le forze avverse sono davvero ben piazzate, visto che Malekith ha messo insieme tutti i tradizionali super-nemiconi di Thor, quali Ulik il Troll, il mostruoso Mangog Amora l’Incantatrice; con loro c’è perfino un umano, Dario Agger (cattivissimo pezzo grosso della cattivissima Roxxon, che in quanto multinazionale è ancora più cattivissima). A parte, è da considerare il solito, ambiguo Loki.

Mettiamola così: quel satanasso di Jason Aaron è bravo a creare suspance, pur basandosi su uno schema fritto e rifritto nella più classica della saghe crossover. Russell Dauterman gli sta dietro bene con la matita, per quanto con un tratto un po’ freddino, congelato vieppiù dai colori di Matthew Wilson. Ma, insomma, difficilmente un Marvel-lettore medio potrà resistere dal seguire la storia. E saranno (saremo) tutti in attesa del prossimo episodio…

(Domenico Marinelli)