Agosto, mese di vacanze, ottimo per leggere e immergersi tra le nostre amate Nuvolette, magari attratti da una copertina o da qualche strillo ammiccante. Per esempio, come non comprare il trecentocinquantesimo numero de Gli Incredibili X-Men (corrispondente al numero 4 della nuova serie, 96 pp. a colori, spillato, agosto 2019, Panini Comics, € 4,80), che presenta al suo interno il ritorno del primo degli allievi di Charles Xavier?
Attenzione: prima di lanciarmi gli strali per lo spoiler improprio, sappiate che il ritorno di Ciclope (che, ricordiamo, era passato a miglior vita ormai parecchio tempo fa) era già nell’aria da qualche tempo (precisamente dalla saga Extermination)… E poi, insomma: i mutanti non restano mai morti per troppo tempo, ormai lo sappiamo.
Com’è, come non è, sta di fatto che, nonostante la portata dell’evento sopra descritto, il vero piatto forte dell’albo non solo è il ritorno di Slim ma il gran finale della saga Divisi, iniziata in concomitanza con la rinumerazione e che giunge qui al suo capolinea: in un modo che sicuramente ricorda… Vabbè, ci arriviamo.

Protagonista della saga è il buon Nate ‘X-Man’ Grey, figlio degli Scott Summers e Jean Grey de l’Era di Apocalisse e sopravvissuto alla distruzione del proprio universo una ventina di anni orsono (potete fare un breve ripasso sulla saga cliccando QUI).

Le intenzioni del ragazzo (che, ricordiamo, è mutante di livello Omega: insomma, un tipo da non far innervosire) sono semplici quanto benevolenti: atteggiatosi a novello Messia e arruolata una propria élite composta da Arcangelo, Omega Red, Blob (!) e Magneto (dici poco…), lo stesso vuole ‘semplicemente’ cambiare il mondo, portando pace, prosperità ed equilibrio ecologico, manco fosse una Miss Italia dei vecchi tempi. Tutto questo se non fosse che il buon Nate utilizza modalità tutt’altro che pacifiche nel perseguire il suo scopo…

A contrastarlo, la squadra degli X-Men al gran completo (comprensiva di riserve e affini), capitanata da una Jean Grey potentissima ma che, da sola, non può certo fermare l’avanzata del “figlio”… specie da quando questi occupa il corpo di Legione (non un Unus qualsiasi, via).
Il risultato è una battaglia epica, di quelle da grandi crossover di una volta: l’esito non è affatto scontato, né da una parte né dall’altra…

Il gran finale di Divisi, tratto da Uncanny X-Men 9 e 10, è firmato dal trio Ed Brisson/Matthew Rosemberg/Kelly Thompson (storia), con i disegni di Yildiray Cinar e Pere Pérez.

Una bella storia, ad avviso di chi scrive. Interessante notare come, nei mesi scorsi, questo ciclo sia passato un po’ in sordina, a causa dell’annuncio dell’arrivo (proprio da questo mese, oltreoceano) di Jonathan Hickman al timone delle collane mutanti (i commenti in rete sono entusiastici, e pare vedremo il primo numero alla prossima Lucca). Tuttavia, definire di passaggio questa sequenza di storie è, a nostro parere, un errore: è vero, fin dal primo numero si sapeva in quale punto della X-continuity i tre scrittori sarebbero andati a pescare per attingere materia narrativa. Ed è altresì vero che qualche sequenza sa di dejà vu.

Però è anche vero che vien difficile staccarsi dall’albo senza sapere come va a finire la storia. Quindi, ben venga X-Man, ben venga Apocalisse, che si scazzotta (una volta tanto) con i cattivi, e ben venga anche un ruolo sensato (finalmente) per quei pischelli della scuola che avevamo conosciuto anni fa e dei quali – effettivamente – non si sentiva realmente il bisogno di leggere altre storie.
Diciamo quindi che questa run è fatta principalmente per gli x-fan di una certa epoca, che amano “quei” personaggi e “quelle” tematiche: arriverà Hickman, arriveranno i grandi temi e le saghe di lunghissimo respiro cui ci ha abituato su Fantastici Quattro e Vendicatori: per ora, abbiamo questi ragazzi che non sono per nulla male.

A chiudere l’albo, come detto, il gran ritorno di Cyke, in una storia tratta da Uncanny X-Men Annual del 2019 e firmata da Ed Brisson e Carlos Gomez: con una sequenza Corvo-Style, ecco Scott che riemerge dalla tomba… Peccato che – tra un flashback e l’altro – gli manchi qualcosa. E pare che la ricerca di questo “qualcosa” sia il leitmotiv dei prossimi mesi… Staremo a vedere.

(Roberto Orzetti)