«Ero a Roma, negli anni ’50, e come quasi tutte le sere, ero in giro per le strade di questa città (che in quegli anni era ancora più favolosa); ero a passeggio con l’amico e collega Lino Landolfi. Ad un certo punto vedemmo che, poco più avanti, c’era della gente e delle luci. Pensammo subito che molto probabilmente stavano girando un film. In quegli anni capitava spesso trovare in giro per Roma dei “set” all’aperto con attori conosciutissimi ed anche quelli con degli sconosciuti. Ci avvicinammo, curiosi, per scoprire chi c’era nel film che stavano girando in quel punto. Cercammo di farci un po’ largo tra la folla e scoprimmo, con enorme stupore, che c’era proprio lui, il grande Totò! Rimanemmo lì in silenzio a seguire le riprese. Vidi finalmente come recitava il comico da me preferito, vidi che il regista si limitava ad accennargli in maniera molto approssimativa che cosa doveva fare e lui in un attimo si trasformava e riusciva ad evidenziare ancora di più il suo mento strano. In una pausa, Landolfi mi spinse ad avvicinarci a Totò.

Io ero imbarazzatissimo e dissi a Landolfi che sicuramente non ci avrebbe nemmeno ascoltati. Ma Landolfi aveva un “piano”… Mi presentò come il “Barone Peroni”  e Totò mi diede la mano con molta gentilezza e signorilità; io controcambiai chiamandolo Principe (cosa che sapevo a lui avrebbe fatto piacere…); chiacchierammo così per un po’ di tempo, mi chiese dei particolari sulla mia “nobiltà” e cercai di essere esauriente e “convincente” (anche se a me la cosa veramente non mi interessava tanto, ma lo facevo per lui).

Durante la chiacchierata Totò era molto serio, cordialissimo, ma serio. Poi parlammo di lavoro, ci chiese che cosa facevamo e, quando gli rispondemmo che noi facevamo dei fumetti, si illuminò in viso e ci disse “Bravi! Lo sapete che è molto importante riuscire a far ridere?” Noi balbettammo qualche risposta, ma eravamo veramente confusi, impacciati. Per fortuna ad un certo punto lo chiamarono per una scena successiva. Ci salutò con la signorilità di prima ed improvvisamente, mentre si incamminava verso il set, la sua faccia era cambiata: era tornato ad essere Totò ed aveva smesso i panni del Principe».

Un bellissimo ricordo del grande Carlo Peroni a proposito di Totò, pubblicato nel 2005 sul Peroblog e rimbalzato su Facebook in questi giorni dall’associazione Carlo Peroni. Quando due grandi miti si incontrano…

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