Come avrete visto, Sbam! Comics nr 45scaricabile liberamente da QUI – è in larga misura dedicato ad Alan Ford in occasione del suo cinquantenario. Nella rivista, trovate analisi, approfondimenti, recensioni, interviste, per un lungo excursus su una delle saghe fondamentali della Storia del Fumetto italiano.
Ovviamente, non potevamo non intervistare anche lui, Max Bunker in persona, il creatore di Alan e di tutto il suo mondo. Una confidenza: il vostro intrepido Sbam-redattore di quartiere è abituato da lunga pezza a intervistare maestri del Fumetto. Ma ci sono casi – credeteci – molto diversi dagli altri. Come questa volta, quando l’emozione da vecchio cuore alanfordiano ha preso il sopravvento sul mestiere (vedi foto in apertura)…

VI anticipiamo di seguito un estratto dell’intervista, ma poi correte subito a scaricare la rivista!

Come fa a pensare una storia al mese tutti i mesi? Tiene una”riserva” di idee e di spunti?
Ho un mio programma di lavoro quotidiano e lo seguo, anche se non esiste uno schema fisso. Dipende da dove sono, cosa sto facendo. A me piace lavorare di notte, ad esempio, anche perché un’ora di lavoro di notte vale il doppio che di giorno, come resa. Bisogna vedere quando viene l’idea, l’ispirazione… allora metto la musica e scrivo. Può succedere, certo, che vengano più spunti insieme: una volta ho scritto tre diverse sceneggiature contemporaneamente. Ma è un lavoro difficile, oggi non lo rifarei.

Si diverte sempre a scrivere Alan Ford?
Certo che sì! Altrimenti sarebbe impossibile.

Che differenza trova nello scrivere Alan Ford oggi rispetto a scriverlo 50 anni fa, con un pubblico che è molto cambiato?
Non me ne accorgo nemmeno. L’evoluzione avanza giorno per giorno, gradualmente, quindi per me è rimasto tutto uguale, senza nessun problema.

Però gli aspetti satirici tipici di Alan Ford sono colti diversamente dal pubblico di oggi…
Un po’ meno, sì, il pubblico di oggi è meno sensibile alla satira. In compenso è più attento all’ironia, l’ironia fine a se stessa.

Ma come è cambiato il pubblico di Alan?
Una volta erano più i ragazzi a leggerlo. Oggi c’è sempre un solido zoccolo duro di lettori nostalgici dell’epoca, che mi hanno seguito. Avevo 26 anni quando ho cominciato, anche se avevo già allora i capelli bianchi. Ma ci sono anche lettori nuovi.

Più in generale, come vede il Fumetto umoristico o grottesco in Italia?
Il Fumetto grottesco ormai lo faccio solo io, non me ne viene in mente un altro. Ma tutto dipende dalle persone: ci vogliono persone che “facciano”, tutto viene solo da questo. Anche Alan agli esordi stupì tutti, tanto che all’inizio andò male. Poi i lettori si sono abituati e lo hanno seguito, si sono “abituati”. Ma tutto è partito da me. Ci vuole qualcuno che faccia partire le cose…

Il futuro di Alan Ford?
Devi chiedere all’editore, a Raffaella. È lei che decide, io sono solo quello che scrive le storie…

(Antonio Marangi)

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