Capolavoro assoluto del Fumetto mondiale, creato da un mostro sacro come Robin Wood, disegnato da artisti del calibro di Alberto Salinas e Carlos Gomez, Dago è da decenni anche la colonna portante di Lanciostory e di tutta l’Editoriale Aurea, che lo propone e ripropone in varie testate e ristampe. Ecco perché è stato molto interessante incontrare il disegnatore italiano cui l’eroe è stato recentemente affidato: Ediberto Messina, in arte Edym.
Trovate l’intervista, insieme a un bel po’ di altre cosucce appetitose, sul numero 45 di Sbam! Comics, appena uscito e scaricabile liberamente da QUI: di seguito, ve ne anticipiamo uno stralcio.

Tu e Dago… Racconta racconta!
Non vorrei esagerare, ma credo il concetto sia questo: disegnare Dago è come disegnare Superman, Tex o l’Uomo Ragno. Voglio dire: sono dei personaggi che fanno oramai parte dell’immaginifico collettivo. Quindi è una bella soddisfazione! Poi qualcuno ogni tanto ti ricorda pure che sei il primo italiano a disegnare la serie regolare, e lì hai un brivido, che nel mio caso ti fa stare seduto qualche ora in più sul tavolo da disegno! Vi racconto brevemente: una mattina mi chiama Enzo Marino (che non finirò mai di ringraziare, ma il ringraziare a oltranza fa parte del DNA di noi siciliani) e con tono ironico mi chiede “un favore”. Dovevo completare una storia in corsa, perché il disegnatore non poteva più andare avanti. Appena mi disse di cosa si trattava potete immaginare l’emozione!! I dettagli e il resto l’ho raccontato più volte! 35 tavole in un mese e mezzo, senza mangiare e senza dormire…ma la passione è passione (ah! ah! ah!)!

Arrivare su un personaggio dalla storia consolidata e “dopo” i grandi maestri rappresenta un peso o uno stimolo?
Il fatto di arrivare dopo due grandi come Salinas e Gomez è una grande responsabilità. Devo dire non solo mia, ma anche di tutto il team di disegnatori argentini che portano avanti la serie regolare; quindi se delle volte mi trovo in difetto rispetto alla maestria dei sopra citati, il più delle volte è un grande stimolo, perché mi invoglia a migliorare. Qualche volta guardo le tavole di Gomez, soprattutto quelle degli ultimi dieci anni, e mi chiedo come faccia a far certe cose… Però poi vedo il bicchiere mezzo pieno e mi avvalgo della sua bravura e sapienza! Tra l’altro lui sa quanto lo stimi: lo stesso Carlos, persona gentilissima e disponibile, qualche tempo fa ha risposto ad una mia mail e probabilmente per incoraggiarmi ha scritto: «Qualche mese fa ho visto i tuoi disegni e mi sono piaciuti tanto! Ho pensato: Dago è ben curato». Sono anche queste piccole soddisfazioni, che ti invogliano come ho già detto a fare sempre meglio e di più!

Come ti rapporti con gli sceneggiatori? Cosa puoi dirci sul loro lavoro e sul loro rapporto con un mostro sacro come Wood?
Io credo che tutto il Fumetto internazionale ha riverenza e riconoscenza nei confronti di Robin Wood, la Leyenda, come lo chiamano in tutta l’America latina, per la sua prolifica produzione, centinaia di personaggi e migliaia di pagine scritte! Oggi a portare avanti la serie regolare di Dago è Gustavo Amezaga, ovvero Manuel Morini. Posso dire senza alcun dubbio che è la persona più adatta, anche perché è uno di quelli che dai tempi dei tempi fa parte dell’equipe di Wood e conosce il personaggio in tutte le sue sfaccettature. Con Manuel ho un rapporto epistolare molto bello, visto che non parlo molto bene lo spagnolo. Mi trovo molto a mio agio anche con il tipo di scrittura che hanno gli argentini. L’ho appurato sia con il mio esordio con Wood e poi con lo stesso Morini: la sceneggiatura è divisa in vignette, non in tavole, come accade normalmente. Quindi tu disegnatore hai la massima libertà di gestire la tempistica e l’impostazione delle vignette. Delle volte anche le inquadrature. Cosa non sempre semplice ma di forte stimolo. Quindi massima libertà nel rispetto del testo e delle indicazioni di Manuel!

Quante storie hai realizzato finora di Dago?
Possiamo dire due… e mezza: la prima, come ho già accennato, era infatti l’ultima parte di una storia già in corso, quella scritta da Wood, poi le altre due del buon Morini. Tra breve ne inizierò una nuova.

Puoi raccontarci qualcosa della storia in uscita?
Negli ultimi anni va tanto di moda il termine spoiler, e io non ho alcuna intenzione di “guastare” o dare anticipazione di una parte del racconto. Posso però dire, fermamente convinto (da vecchio lettore di Dago), che questa storia scritta dal già citato Morini mi dà belle sensazioni, proprio come quando leggevo Wood! Ci perderemo nei ricordi, con dei flashbacks doppi che ci faranno viaggiare nel tempo, per riscoprire un presente magico e amaro nel contempo.

Scritto tra le stelle è in edicola a puntate su LancioStory, a partire dal numero in uscita l’8 luglio. Su Sbam! Comics 45 trovate anche alcune tavole in anteprima.

(Roberto Orzetti)