Christos Gage  – Juan José Ryp, NinjaK – La Coalizione, 112 pp. a colori, Star Comics 2019, € 8,90

Ogni tanto vale la pena uscire dai binari della quotidianità. Giusto per provare qualcosa di nuovo. Questa regola, che si applica ad innumerevoli settori della vita ordinaria (e non fate i malpensanti!), è applicabilissima anche alle Nuvole Parlanti.

Per esempio, ci può stare che uno sia appassionato di supereroi, ma abbia voglia di uscire dai soliti nomi. Ecco allora che un’alternativa come Valiant può rappresentare una ottima scappatoia: ve ne avevamo parlato, se ricordate, sul mitico trentesimo numero della Vostra rivista preferita, quando ci siamo appunto occupati degli “altri” supereroi.
Allora vedevamo la proposta Star Comics con molto entusiasmo, promettendoci di verificare la durata (in termini di qualità) sul medio-lungo termine: missione perfettamente riuscita. In questi giorni, ad esempio, ci siamo letti il secondo volume di NinjaK, intitolato La Coalizione.

Innanzitutto è bene presentare l’eroe di oggi: Colin ‘NinjaK’ King è un agente indipendente dell’MI6, che, grazie anche al suo status di “freelance” (della serie: se ti succede qualcosa sono affari tuoi, non ci siamo mai conosciuti), viene spedito per districare questioni spesso irrisolvibili tramite i canali ufficiali.
Non è un supereroe dotato di poteri, dunque, ma un abilissimo ninja e ed esperto di tecnologie ed armamenti d’avanguardia.

Si tratta, come avrete capito, di storie fondamentalmente d’azione (i combattimenti si sprecano), con il protagonista che ci ricorda un bel po’ l’Occhio di Falco degli ultimi tempi, con l’aggiunta ulteriore delle abilità ninja (e senza arco e frecce, ovviamente!)

In questo volume facciamo la conoscenza di Ninja-K2, agente un tempo fedele (sarebbe dovuto essere lui il NinjaK ufficiale) che ha disertato i ranghi della migliore unità di spionaggio dell’MI6… Ovviamente solo il suo “sostituto”, NinjaK appunto, poteva avere le abilità per dargli la caccia, ed evitare che i segreti di cui è in possesso vengano rivelati.

Peccato che a Città del Messico la situazione non sia così rosea. Il vecchio sensei del Programma Ninja, il Jonin, nel frattempo ha radunato una cerchia di cospiratori (il Morente, Kostiy la Senzamorte, Linton March e Ultimo degli United); lo scopo è ignoto (almeno per ora), ma di sicuro nemmeno NinjaK può rischiare di affrontarli insieme da solo.

E così eccolo dar vita ad una supersquadra decisamente variopinta, composta da Livewire, Punk Mambo, Dr. Mirage e GIN-GR… tutti muniti di licenza di uccidere!

Al netto di qualche (anzi, pochissime) difficoltà ad entrare in un universo sconosciuto, va detto che leggere fumetti del genere accade sempre più di rado. Le trame sono lineari. Non ci sono morti/resurrezioni inaspettate. Non si tratta di storie da leggersi tra una fermata e l’altra della metro (e non è un modo di dire: due fermate bastano per molti comics attuali). Non c’è un maxievento ogni 7 mesi per tenere alta l’attenzione. E soprattutto, lasciatecelo dire, nei disegni ci si capisce qualcosa.

Dulcis in fundo – dato l’argomento sta molto a cuore ai nostri redattori – si tratta di volumi posti in vendita a prezzi concorrenziali, pur contenendo ciascuno 5/6 storie. Insomma, pare esserci ancora qualcosa da dire (ad oggi) sui supereroi.

Da ultimo, i credits. Il volume è sceneggiato da Christos Gage (Netflix’s Daredevil) e disegnato da Juan José Ryp (ottimo autore di un altro titolo Valiant, Britannia): fossi in voi un pensierino ce lo farei…

Roberto Orzetti