Un evento naturale raro e affascinante cattura l’attenzione della popolazione di New York: sta per verificarsi una eclissi di luna.
Tra i cittadini della Grande Mela ci sono anche quegli strani personaggi che furono i membri del Gruppo TNT e che oggi sono impegnati nelle attività più disparate.
Ed è così che – agli ordini del Numero UnoAlan Ford, Bob Rock, Grunf, Cariatide e Geremia si ritrovano sul tetto dell’edificio che un tempo ospitava quel certo negozietto di fiori sgarrupati. Proprio quello che faceva da sede segreta del segretissimo gruppo di agenti ancor più segreti che ben conosciamo, e che oggi è invece sede dell’efficiente agenzia investigativa TNT, gestita dallo stesso Alan e da sua moglie Minuette.

L’eclissi provoca il buio più assoluto per qualche istante. Ma quando la luce lunare torna a splendere sul Creato, ecco che… Ohibò, che cosa è mai successo? Cosa sono quei maglioni neri, quelle mantelline scozzesi, quegli occhialoni da aviere della Prima guerra mondiale e tutti quei variopinti stracci? E come mai all’orizzonte torna a profilarsi la cupa sagoma dell’arcinemico per antonomasia del fu Gruppo TNT, il terribile Superciuk?

Questo è l’antefatto della trama del nr. 600 di Alan Ford, una delle serie più longeve in assoluto del Fumetto italiano (e non solo), che così festeggia anche i suoi 50 anni: Eclissi, testi di Max Bunker, disegni di Dario Perucca, edizione 1000VolteMeglio Publishing, in edicola a 4 euretti, con tanto di cover “distesa”.

Albi di tal genere e di tale numerazione hanno da essere (per tradizione) celebrativi: ebbene, questo caso non fa eccezione, ma decisamente a modo suo.
Come ben sanno gli alanfordiani più antichi e nostalgici (tra cui potete senza dubbio alcuno annoverare il sottoscritto), le storie “moderne” del personaggio sono molto (proprio molto) diverse da quelle che furono. Ebbene, il sempernoster Max riesce ad apparecchiare una trama che mette di fatto a diretto confronto l’oggi con il passato (anche remoto) della saga, con un espediente narrativo molto azzeccato: in poco più di 100 pagine, dunque, “riepiloga” tutte le atmosfere di questi 50 anni!

Non solo: la storia è stracolma di citazioni “storiche”, in un caleidoscopico “What if…” all’americana, che si toglie pure il gusto di lasciare sulla capoccia dei lettori una selva di punti interrogativi lampeggianti, che neanche il gatto Felix.
Ovviamente, un finale c’è, ma è un finale aperto, anzi, apertissimo. Tale da spingere il lettore a correre a curiosare il titolo del prossimo numero in cerca di indizi chiarificatori. E scoprire così che l’albo 601, in edicola tra un mesetto, è annunciato come Catturate Superciuk
Tutto chiaro? Manco per niente. Chi vivrà vedrà, direbbe il sommo Bunker, quindi per ora, possiamo goderci una storia dal sapore antico, in grado di titillare la nostalgia dei “vecchi” senza snaturare il presente. Al tutto si aggiunge l’egregio tratto del Perucca, personale quanto basta, ma molto ben inserito nel solco che fu di Magnus e Paolo Piffarerio.

Auguri, buon vecchio Alan. Ci vediamo il mese prossimo (ma anche – spoiler! – sul prossimo numero di Sbam! Comics, in uscita a giugno e dedicato proprio al mezzo secolo tiennetiano: vi anticipiamo un dettaglio della copertina, per ora vista solo dallo stesso Max Bunker e da Raffaella Secchi…).

Antonio Marangi

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