C’era una volta la signora Giacobini, in arte Kalissa. Ai più questo nome non dirà nulla, ma in realtà questa signora è stata la seconda artista in assoluto a metter mano al Re del Terrore. Una vita fa, in pratica: stiamo parlando del febbraio 1963, il primo numero di Diabolik ha fatto breccia nel cuore dei lettori (non tantissimi, ma sufficienti per provare a proseguire), e così serve un disegnatore che realizzi il seguito. L’Inafferrabile criminale (il numero 2) è quindi l’albo di esordio della carriera di Kalissa; peccato (per lei) sia anche quello di chiusura. Il suo tratto, ancor più improbabile di quello del mefistofelico Zarcone (l’autore del primo albo, misteriosamente scomparso nel nulla), convincerà infatti le ormai leggendarie sorelle Angela e Luciana Giussani a virare su Gino Marchesi e poco dopo (soprattutto) su Enzo Facciolo, che caratterizzò definitivamente Diabolik facendo dimenticare i peccati di gioventù.

Ma veniamo ad oggi, perché, 56 anni dopo Kalissa, ecco che altre due artiste entrano – e dalla porta principale – nello stato di Clerville, per far parte in maniera definitiva dello staff diaboliko. E, per fortuna nostra, ci sanno davvero fare!
Le ragazze in questione sono Giulia Francesca Massaglia e Stefania Caretta, rispettivamente disegnatrice ed inchiostratrice, che hanno fatto il loro esordio in una storia breve su Il Grande Diabolik di aprile, per poi approdare sulla serie mensile inedita già da questa estate.

I vostri Sbam-redattori del cuore non hanno perso l’occasione per fare quattro chiacchiere con le due artiste, ormai conosciute da tutti come Le Diabolike.
Su Sbam! Comics nr. 44la nostra rivista digitale che potete scaricare liberamente da QUI – trovate l’intervista completa, insieme ad altre informazioni e soprattutto ad un’altra “chiacchierata”, quella con Mario Gomboli in persona, da cui abbiamo saputo parecchie cosucce molto appetitose per tutti i fans del Re del Terrore (… insomma, siete ancora qui?).
Vi anticipiamo qui solo le primissime domande a Massaglia&Caretta…

È il vostro esordio in coppia, o avevate già lavorato insieme?
Giulia: Lavoriamo insieme da ormai quattro anni, prima in uno studio di disegnatori e poi per conto nostro. Abbiamo realizzato una graphic novel sulla Prima Guerra Mondiale e poi collaborato a Dylan Dog e alla collana Le Storie per Sergio Bonelli Editore.
Stefania: Essendo già affiatate dal punto di vista lavorativo non abbiamo avuto difficoltà a realizzare insieme le tavole di Diabolik. C’è da dire però che, forse avvantaggiate dal fatto che viviamo nella stessa città, è nata in primis l’amicizia, e disegnare insieme è stata una conseguenza naturale dell’affiatamento nella vita e sul lavoro!

Com’è avvenuto il vostro ingresso in casa Astorina?
Giulia: È stato del tutto inaspettato! Durante la fiera di Cartoomics 2018 ci siamo proposte ad alcuni editori con un portfolio comune. Non avevamo contatti con nessuno quindi ci siamo letteralmente “buttate”. Passando davanti allo stand Astorina ci siamo avvicinate chiedendo alla ragazza dietro il tavolo se potevamo lasciare un nostro portfolio, esattamente come fanno tantissimi altri disegnatori alle prime armi. Non so quale congiunzione astrale si sia messa di mezzo ma forse semplicemente siamo capitate nel posto giusto al momento giusto…
Stefania: Ci risposero che purtroppo non c’era nessuno per visionarlo, ma che lo avrebbero dato a chi di competenza. Così è stato, ci siamo affidate un po’ al caso e un po’ alle ragazze, cordiali e disponibili. Fatto sta che, due o tre settimane dopo, mi telefona Giulia e mi dice: «Stefy, siediti» E io: «Sto guidando son già seduta…». Lei mi risponde: «E allora fermati che poi mi fai l’incidente!». Penso mi abbiano sentito urlare dalla contentezza per tutta Asti. Se il talento c’è prima o poi qualcuno lo vede e i risultati arrivano.
Giulia: Sicuramente esserci presentate in coppia e con una buona esperienza, pur essendo giovani, ha dato un’impressione positiva. Ma in un periodo così difficile, in cui spesso predomina la convinzione di non avere possibilità lavorative senza qualche buona conoscenza, mi piace pensare che la nostra esperienza sia la prova di quanto invece le capacità individuali abbiano ancora un peso. Costanza e impegno possono fare la differenza.

Cosa vuol dire mettere mano su una delle leggende del Fumetto italiano?
Giulia: È come camminare sulle nuvole, spero di abituarmi prima o poi! Diabolik è un’icona intramontabile del Fumetto italiano e non solo. Anche chi non legge fumetti sa perfettamente chi è Diabolik e questo lo rende unico. Da quando sono entrata in questa straordinaria famiglia diabolika provo davvero molto orgoglio.
Stefania: Non è facile, all’inizio è una grande responsabilità. Mi son sentita un po’ sulla graticola, quando mi sono resa conto che l’aspettativa dei lettori che non solo leggono ma amano le storie di Diabolik è molto alta. Per di più circondata da professionisti validi e talentuosi, se sale un po’ di ansia credo sia normale.

Tutto il resto e molto altro su Sbam! Comics 44

(Roberto Orzetti)

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