AA.VV., Maximum Carnage, in Venom Collection nnr. 3-4, 176/184 pagg., brossura, Panini Comics Italia 2018-19, € 21,00/€ 22,00

Sembra incredibile. È passata una vita da Maximum Carnage: 26 anni, in cui il nostro Uomo Ragno (protagonista della saga) è cambiato veramente tanto. Sicuramente chi lo conosce ora (o, peggio, lo ha conosciuto durante la gestione Slott) non può immaginare che tempo fa esisteva un Ragno tormentato, prono all’ira, violento e (udite udite) seriamente intenzionato a farla finita col nemico di turno.
Perché questo è Maximum Carnage: un gigantesco e lunghissimo (e per questo, come vedremo, non riuscitissimo) viaggio nella mente dell’Arrampicamuri e dei suoi nemici.

Vediamo di fare qualche preambolo.
Siamo nel 1993; il Ragno è gestito da tal J.M. De Matteis, uno in grado di prendere una macchietta come Kraven e trasformarlo nel peggior incubo di ognuno di noi. Il nostro eroe sta attraversando uno dei momenti più critici della sua vita personale: i suoi genitori sono tornati dall’aldilà, Harry Osborn è venuto tragicamente a mancare (e difatti il primo capitolo parte proprio dal suo funerale), il rapporto con Mary Jane è in altissimo mare, e, dulcis in fundo, il suo peggior nemico, Venom, è libero di scorazzare in libertà (qualche mese prima i due avevano fatto un patto: io non do la caccia a te se tu non la dai a me).

Ma siccome al peggio non c’è mai fine, ecco che dal Ravencroft fugge Cletus ‘Carnage’ Kasady, serial killer posseduto dallo stesso simbionte di Venom… Nella fuga, trascina con sé Shriek (altra pazza scatenata), e, insieme al Doppelgänger dell’Uomo Ragno (questo meriterebbe una trattazione ad hoc) e a Demogoblin, reclutati dopo la fuga, inizia ammettere a ferro e fuoco la città con un unico scopo: morte.

Inizia così una serie inenarrabile di scontri sanguinari e ribaltamenti di fronte, con un sacco di eroi e cattivi coinvolti (Deathlok, Morbius, Pugno D’Acciao, Firestar, Capitan America, Cloak e Dagger, ma anche Carrion e la Gatta Nera) in una battaglia che può concludersi solo con la morte di uno dei tre protagonisti.

La storia, come dicevamo, parte da un presupposto interessante: come reagisce l’essere umano quando viene portato “al limite”. Alla fin fine, infatti, sono tanti i protagonisti della storia messi veramente a ferro e fuoco nel proprio intimo. Anche eroi o cattivi notoriamente “monodimensionali” come Firestar o Demogoblin sono avvinti dai dubbi… E se persino Zia May sbotta, vuol dire che siamo molto vicini al capolinea!

Storia interessante, quindi, sviluppata però nel modo peggiore: troppi, infatti, 14 capitoli (suddivisi tra Amazing, Spectacular e Web Of Spider-Man, oltre alla neonata Unlimited), per una saga che a metà storia ha già detto tutto, e che vede i tre protagonisti (Spidey, Venom e Carnage) diluire ad hoc la loro presenza per far spazio a tutti i vari coprotagonisti, che compaiono e (soprattutto) scompaiono quasi senza motivi apparenti. Solo la presenza di Capitan America è rilevante, per quel suo essere personificazione di fedeltà ai principi che rappresenterà un vero e proprio faro per l’Arrampicamuri (una cosa del genere l’aveva pensata Miller in Rinascita, se vi ricordate).

Paradossalmente, però, nonostante la frammentarietà della trama, non si sente troppo l’avvicendarsi dei vari team creativi: anzi, la vera salvezza della saga è che, al netto dei difetti visti sopra, i capitoli legano benissimo tra di loro, quasi fossero scritti dalla stessa mano. Merito di un’elevata qualità degli artisti, e di un buon affiatamento che quasi mai si ha in saghe dalla durata così lunga.

Giusto perché nel titolo tutti non ci possono stare, diamo i credits
Gli scrittori coinvolti sono Tom DeFalco, David Michelinie, Terry Kavanagh e il citato J.M. De Matteis; la parte grafica, invece, è affidata a Mark Bagley, Sal Buscema, Alex Saviuk, Tom Lyle e Ron Lim. Insomma, mica bruscolini.

L’intera saga è stata raccolta da Panini nei numeri 3 e 4 della Venom Collection, usciti rispettivamente a dicembre 2018 e febbraio 2019.
Il prezzo? Un affarone! (cit.) … O quasi. Alla fin fine l’edizione originale (L’Uomo Ragno Deluxe 1/4) è quasi introvabile, quindi questa è un buon compromesso.
A patto che accettiate di acquistare un prodotto anni ’90 (di quelli DOCG), da leggere d’estate, in spiaggia, con una bella birra e senza troppe pretese.

(Roberto Orzetti)

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