È stato senza dubbio uno degli eventi più strombazzati dell’ultimo semestre: il matrimonio (o batrimonio, per dirla à la Lion) tra Batman e Catwoman, la coppia… meno coppia del mondo del Fumetto.

I due si rincorrono e si punzecchiano fin dal primissimo esordio della donzella, quando, vestita con un mascherone da gatta, andava a caccia di gioielli altrui. Una coppia impossibile: uno eroe e l’altra criminale, ma accumunati dall’essere entrambi dei reietti (lei, ex prostituta dal passato decisamente complesso, lui… beh, non c’è bisogno di presentarlo) ormai immedesimati nel loro ruolo al punto che Bruce e Selina sono, a tutti gli effetti, degli estranei rispetto al mondo che li circonda.

Com’è, come non è, sta di fatto che, ormai poco più di un annetto fa, il nostro Pipistrellone ha fatto la fatidica proposta: già di per sé un evento incredibile (e accolto con legittima perplessità dai lettori…), reso ancora più incredibile dal fatto che lei… ha accettato. E così, come nella miglior tradizione americana, dopo un po’ di tira e molla, ecco l’albo evento, pubblicato da noi su Batman 51 (corrispondente a Batman 164, 72 pp. a colori, spillato, RW Lion, € 3,95), uscito anche con diverse variant cover per suggellare la lieta novella.

Un albo che coinvolge un parterre di autori incredibili: Neal Adams, José Luis Garcia-Lopez, Frank Miller, Tony Daniel, Tim Sale e tanti altri… Ognuno di questi realizza una “tavola-dedica” per coronare la storia d’amore del nostro, per quello che, a tutti gli effetti (e non scendiamo in particolari per non incappare nella censura spoileristica) è un albo “omaggio” alla storia del Pipistrellone e che, proprio per questa sua natura, non può che non far venire l’acquolina in bocca ad ogni fan.
In buona sostanza, se un batmaniano sfoglia l’albo, i 3,95 euro escono da soli dal portafoglio.

Il problema è quando questo stesso batmaniano legge la storia.

Perché se è pur vero che non si può rimanere ancorati ai bei tempi che furono, e se anche è vero che alla fin fine bisogna pur trovare degli escamotages per svecchiare personaggi con 80 anni di storia sul groppone, è altrettanto vero che un evento del genere, talmente estraneo al contesto batmaniano da risultare (sulla carta) più rivoluzionario di Knightfall, non si poteva gestire come se si avesse a che fare con il matrimonio tra Scott Summers e Jean Grey (e chi ha letto l’albo in questione sa di cosa parlo)… Batman, l’uomo che ha vissuto per 30 anni col rimorso per la morte di Jason Todd, che ha distrutto la sua storia con Silver St. Cloud quando questa si stava avvicinando troppo alla verità, che ci faceva penare per albi interi per capire come avesse pianificato la tal mossa… adesso cede alle lusinghe del (mica tanto) gentil sesso, come se Catwoman fosse la donna che da sempre attendeva solo un suo cenno. Mah.

Se già di per sé la storia è difficile da digerire, mettiamoci pure la Lion, che decide di mandarci tutti dall’ottico sotto casa alla ricerca di una lente in grado di leggere agevolmente il lettering delle didascalie… Comunque, così è (se vi pare).

Bisogna quindi boicottare questo Batman 51? Assolutamente no, nonostante tutto quanto sopra.

Primo, perché comunque è una storia che, di riffa o di raffa, fa continuity. Secondo, perché la parte grafica è un assoluto gioiello. E terzo, perché ci si perderebbe (questo sì) l’ennesima bella storia tratta da Detective Comics (in appendice all’albo), collana che passa parzialmente inosservata (ahinoi) ed è un gran peccato. Perché qui, con tutti i pregi e i difetti, c’è il vero Batman, quello che tutti abbiamo imparato a conoscere.

Quindi comprate l’albo, leggetelo, e magari fateci sapere cosa ne pensate. Ora però scusatemi, ma vi devo lasciare per tornare al party. Se no Killer Croc mi finisce tutti gli stuzzichini…

(Roberto Orzetti)