Il 12 novembre 2018, alla rispettabilissima età di 95 primavere, Stan Lee è passato a miglior vita. E questo lo sanno tutti. Ma proprio tutti-tutti. Non solo i fumettofili incalliti, i Marvel zombies, quelli venuti su a pane e supereroi o, semplicemente, coloro che almeno una volta hanno avuto modo di prendere in mano un albo dell’Uomo Ragno o degli X-Men.
No, il luttuoso evento è stato appreso in tempo reale da chiunque quel giorno, o nei giorni immediatamente successivi, abbia sfogliato un giornale, sbirciato un tg o cliccato su un sito d’informazione, dato che non esiste media al mondo che non abbia dedicato alla dipartita del Sorridente lo spazio di assoluto rilievo che spetta alle notizie più importanti.

E tutto ciò perché, nel momento in cui quel fantastico vegliardo ha chiuso gli occhi per l’ultima volta, ad andarsene non è stato solamente il geniale e prolificissimo fumettista, l’editore lungimirante o l’infaticabile promoter dei personaggi a cui aveva dato vita, oltre che di se stesso e del proprio mito. Stan Lee, infatti, è stato (ed è) molto di più. È stato (ed è) uno dei pilastri portanti su cui si regge l’immensa struttura dell’immaginario contemporaneo, il padre del più vasto affresco narrativo della storia (il Marvel Universe), un Omero pop il cui lascito si traduce oggi in un mastodontico agglomerato che tra fumetti, cinema, serie tv, videogames, parchi di divertimento, applicazioni, giocattoli e merchandising colonizza praticamente ogni anfratto della scena dell’entertainment, contribuendo in misura significativa a plasmare la cultura di massa e, quindi, le nostre stesse esistenze.

Insomma Stan, all’anagrafe Stanley Martin Lieber, tutto sommato aveva visto giusto allorché, appena quindicenne, approfittò della scala dimenticata da un imbianchino nel corridoio della scuola per arrampicarsi e scrivere sul soffitto «Stanley is God», Stanley è Dio. Una frase retorica, egocentrica e fin troppo spocchiosa? Certo, ma a pensarci bene anche clamorosamente profetica.

Noi di Sbam! abbiamo quindi doverosamente dedicato un nostro sentito omaggio, scritto di tutto cuore, al grande Stan: lo trovate sul nr. 43 della nostra rivista digitale, scaricabile liberamente da QUI. Buona lettura.

(Marco De Rosa)

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