Come annunciato pochi giorni fa, il primo numero di Skorpio del nuovo anno (Editoriale Aurea, nr. 2183, € 3,50) si è proposto ai lettori in un nuovo formato editoriale: più grande di qualche centimetro e – viceversa – foliazione inferiore.

Sfogliandolo, salta subito all’occhio il miglioramento della leggibilità, sia del testo che – soprattutto – del disegno: comeovvio, la pagina più grande consente una minor riduzione del formato originale e quindi un minor “impastamento” della stampa, per usare un termine caro ai vecchi tipografi.
La foliazione inferiore (84 pagine contro le tradizionali 108), invece, non può avere altro motivo che non sia quello – pù che legittimo – del contenimento dei costi (i tempi sono quelli che sono, signora mia…!).

Spicca la mancanza di un editoriale più approfondito dedicato a questa novità di formato, ma la nota dolente è certamente un’altra: l’intera rivista contiene SOLO storie a puntate. Di pregevole fattura, per carità (un titolo per tutti: Xena), ma impossibili da leggere per chi non abbia l’ultima annata di collezione.

Anche negli anni che furono, sia Skorpio che il fratello più anziano Lanciostory proponevano saghe lunghe, ma si trattava più di serie di storie autoconclusive, collegate tra loro, ma leggibili a sè (esattamente come capita leggendo i bonelliani, per capirci). Come non citare Nippur di Lagash, ad esempio? O il grandioso Mojado? O il sempre presente e vivo Dago?
Non mancavano neanche allora storie lunghe, quindi obbligatoriamente divise a puntate, ma essendo poche tra tante non disturbavano il lettore occasionale. Proprio quello che oggi, prendendo in mano Skorpio una volta ogni tanto, non può leggere pressocché nulla dell’intera rivista, che non contiene nulla di compiuto!

Un sommesso suggerimento: se non sono più disponibili – per mille motivi – le serie, sarebbe ottima cosa almeno ripristinare i “liberi“, le storie singole di poche pagine che una volta erano un cavallo di battaglia proprio di Editoriale Aurea.

(Domenico Marinelli)

Post correlati