Helena Masellis, Bugs Cafè, 8o pp. a colori, Bugs Comics 2018, € 14,90

Tutti voi siete grandi appassionati di fumetti, altrimenti non sareste qui a sfogliare un sito come Sbam! Comics, giusto?
Tutti voi quindi siete fruitori di albi, volumi, fascicoli, rotoli di pergamena o file digitali su cui delibare le tavole della vostra arte preferita, giusto?
Tutti voi avrete certamente albi che custodite con più cura degli altri, magari in bustine da collezionista-nerd-incallito-guai-a-chi-me-lo-tocca, giusto?
Tutti voi, infine, sarete più o meno assidui frequentatori di fiere di fumetti, disposti a mettervi in fila ore per ottenere lo sketch del vostro autore preferito, giusto?

Ebbene, dato per assodato tutto ciò, vi siete mai chiesti cosa accade “davvero” dietro le quinte della preparazione di un albo? Quale possa essere il rapporto tra sceneggiatore e disegnatore, tra disegnatore e grafico, tra grafico e stampatore, tra tutti costoro e l’editore? Cosa pensi davvero il vostro autore preferito mentre schizza per voi il 352° sketch della giornata, dietro il tavolo di un torrido stand dopo cinque giorni di Lucca Comics?

Ebbene, se è pur vero che i social hanno rivelato molti altarini e spazzato via l’iconografia classico-romantica dell’artista chiuso nel suo studio-loculo, intento a creare mirabilie tra cataste di volumi e nuvole di fumo da sigaretta, state comunque tranquilli che NON potete sapere davvero tutto del dietro-le-quinte della Nona Arte.

Per vostra fortuna, però, ecco che per voi è arrivata la brava Helena Masellis con questo volumetto dal curioso formato quadrato a rivelarvi tutto. O meglio, tutto di quello che succede in un caso-esempio, il suo, nelle segrete stanze di Bugs Comics, tra una storia di mostri e un volume di Mostri.

Per riuscire in questa titanica impresa, Helena usa proprio i fumetti, anzi, delle strip umoristiche autoconclusive, per la precisione, con se stessa coprotagonista. Strisce forse un po’ troppo rigide e davvero freddine nei loro colori elettronici (sono nate per il web), epperò molto divertenti. Anzi, alcune trovate grafiche sono da scompisciarsi, mentre il complesso della lettura rivela aspetti inattesi.

In buona sostanza: dopo la lettura di Bugs Cafè, guarderete con occhi diversi il vostro autore preferito e il vostro albo sacro, lassù, nel ripiano più prezioso della libreria, nella sua bustina da collezionista-nerd-incallito-guai-a-chi-me-lo-tocca. Occhi più benevoli o magari più malevoli, a seconda dei casi, ma certamente più umani.

(Antonio Marangi)

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