Junji Ito: La spirale della mente, l’inferno della carne – dal 12 gennaio al 10 febbraio 2019 – Wow Spazio Fumetto, viale Campania 12, Milano – Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00; sabato e domenica dalle 15.00 alle 20.00 – Ingresso libero

Dopo il successo delle mostre Tuoneide (2016) e Lords for the Ring (2017), WOW Spazio Fumetto e Lucca Comics & Games, in collaborazione con Edizioni Star Comics, portano a Milano la mostra dedicata dal festival lucchese a uno dei maggiori fumettisti contemporanei: Junji Ito.
La mostra La spirale della mente, l’inferno della carne, allestita presso WOW Spazio Fumetto dal 12 gennaio al 10 febbraio 2019 a ingresso libero, presenta una selezione di tavole originali commentate direttamente dall’artista, in cui è possibile apprezzare il suo tratto ricercato e il suo crudo realismo, che rendono il suo body horror ancora più inquietante.
L’inaugurazione ufficiale aperta al pubblico sarà sabato 12 gennaio alle ore 16:30 

Junji Ito ha iniziato a lavorare come odontotecnico, ma ha abbandonato presto quel campo per dedicarsi completamente al Fumetto. Se l’ispirazione per l’horror gli viene dai maestri giapponesi che l’hanno preceduto, come Hino e l’amatissimo Umezz, fin da subito Ito rivela una cifra stilistica originale e fortemente caratterizzante. Al tratto scarno e caricaturale dei suoi predecessori contrappone un minuzioso, elegante ed efferato realismo grafico, reso brutalmente efficace dalle sue approfondite conoscenze medico-anatomiche. Parimenti, le sue opere beneficiano di una rara capacità di comprensione ed espressione tanto delle profondità più recondite e contorte dell’animo umano, quanto di forme, deformità e mostruosità della società consumistica contemporanea.
Così, se da un lato il suo body horror colpisce e intriga anche il pubblico mainstream, dall’altro Ito dissemina i suoi lavori di sottotesti – dall’introspezione psicopatologica alla critica sociale – riuscendo nella difficile impresa di essere pop e intellettuale allo stesso tempo. Sue tematiche principali sono i disturbi di percezione, le somatizzazioni ossessivo-compulsive, le paure ataviche, la fascinazione per l’autodistruzione, l’alienazione.
Nello sviluppo del suo discorso artistico Ito pesca a piene mani da altre forme espressive come il cinema (Sam Raimi, la fantascienza classica, i b-movie), la letteratura (H.P. Lovecraft, Osamu Dazai), la pittura (Gustave Dorè, Maurits Cornelis Escher), il design (Hans Ruedi Giger). Svariate sue opere sono state trasposte in animazione e live-action, annoverando non di rado lo stesso Ito alla sceneggiatura.

La mostra proposta da Wow Spazio Fumetto presenta oltre 70 tavole originali delle sue opere più famose, da Uzumaki a Gyo – Odore di morte, da Remina l’astro infernale a Black Paradox, nonché una selezione di riproduzioni autenticate tratte da Lo squalificato, la sua ultima fatica, in cui il maestro per la prima volta ha lavorato interamente in digitale.

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