Ci mancavi, sangue di Giuda! Dodici anni senza di te non sono stati uno scherzo… e poco hanno contato (oltre all’ottima collana di ristampe targata IF) gli speciali, i volumi o l’Almanacco Avventura  di tre anni fa. Mancava la tua presenza costante in edicola, le tue bevute (a credito) al bar dell’Hotel Amazonas o le scazzottate con Esse-Esse.
E quindi nessun misternoiano doc ha potuto nascondere un briciolo di emozione all’annuncio dell’uscita di questo primo numero di Mister No Revolution (Brucia, ragazzo, brucia!, dicembre 2018, 64 pp. a colori, Sergio Bonelli Editore, € 3,50), albo che segna il ritorno ufficiale di Jerry Drake nelle edicole.

La storia editoriale di Mister No la sappiamo tutti benissimo: l’esordio nel 1975 come una serie sperimentale e poi il successo, immediato ed ininterrotto per oltre 25 anni. Il personaggio conquistò il pubblico fin dall’inizio, proprio per quel suo essere “vero”: una sorta di Mr. Hyde fumettistico di Sergio Bonelli (ma anche di ognuno di noi), in cui questi trasfuse tutta la sua esperienza di viaggiatore e sognatore, aggiungendo un po’ di sano spirito avventuroso. La sua avventura editoriale terminò nel 2006, dopo una lunga (e nostalgica) saga scritta da Nolitta in persona, che sancì il tramonto editoriale di una serie storica e, forse, di un vero e proprio modo di fare Fumetto.

Ora, il ritorno: tutti ci aspettavamo di vedere il nostro ancora una volta solcare, con il suo Piper sgangherato, i cieli dell’Amazzonia… E invece ce lo ritroviamo, poco più che ventenne, in piena guerra del Vietnam.
Cosa è successo? Nulla di sconvolgente… Semplicemente, è il fumetto baby.

Questo Mister No Revolution, infatti, rivoluziona il personaggio e sposta le sue vicende in avanti di una ventina d’anni… Se il “nostro” Jerry Drake forgiò il suo carattere (ed il suo nome) durante la Seconda Guerra Mondiale, questo… rivoluzionato se la dovrà vedere (appunto) con il conflitto del ‘Nam, da cui tanti eroi dell’immaginario (basti pensare a Rambo e il Punitore, ma anche al Comico, protagonista di Watchmen) hanno tratto la loro ragion d’essere.

Fatta questa doverosa premessa, diamo una sfogliata all’albo, nel nuovo formato targato Audace inaugurato da Deadwood Dick  e Cani Sciolti.

La storia è in realtà a doppio binario… Da un lato incontriamo il nostro Jerry nel 1967, nel sud del Vietnam, quale componente di una delle tante pattuglie composte da ragazzi che combattevano per dovere, spesso non sapendo nemmeno perché e contro chi dovessero sparare.
Qualche mese prima è invece ambientato il flashback che vede il futuro Mister No per le vie della Grande Mela, tra un concerto di musica rock (anche se lui pare apprezzare altro) e una bionda da salvare (tipico)…

Due storie in una, che iniziano ad incrociarsi nelle ultime pagine di questo primo albo… Ovviamente non vi possiamo svelare troppo, però vi anticipiamo che la curiosità di sapere come va avanti ci viene eccome.
… Anche se non è Mister No. O meglio, non quello che conosciamo.

Il punto (per venire alla parte “critica”) è uno: se qualcuno si approccia a questo albo convinto di vedere Jerry Drake braccato dai creditori ed in fuga dai fratelli maggiori delle garotas da lui sedotte ha sbagliato indirizzo (almeno per ora) e non può che restare deluso.
Se invece saltiamo la “questione” Mister No e ci concentriamo sulla storia, allora possiamo giudicare più freddamente l’albo e scoprire che è ben scritto da Michele Masiero e ottimamente disegnato da Matteo Cremona, e che contiene una storia molto, molto interessante.

Storia che, a parere di chi scrive, promette di essere tutt’altro che scontata. A cosa dirà di NO Jerry Drake? Quali peripezie affronterà? E soprattutto, visto che questo albo si chiama pur sempre Mister No, quando (e se e come) arriverà a Manaus??
Perciò, per ora, il nostro consiglio è uno: sedetevi in poltrona, mettete su un bel disco jazz, preparatevi (o fatevela fare, che è meglio!) una bella cachaça e leggetevi in tutto relax questo Revolution. Poi assaporate anche un numero a caso del “vecchio” Mister No (magari quello che vi consigliavo qui): scoprirete (oltre a qualche similitudine che un occhio attento intravede) che, indipendentemente dal nome del protagonista, è più semplice del previsto godersi un buon fumetto.

(Roberto Orzetti)

Post correlati