Uscita poco più di un mese fa, come sempre su Netflix, nei canonici 13 episodi, ecco la terza stagione di Daredevil.
Avevamo lasciato il buon Matt Murdoch dopo gli eventi della miniserie crossover The Defenders, e ora lo ritroviamo qui, dilaniato dal senso di colpa e dalla perdita della fede. Ma dilaniato anche dal punto di vista fisico (la sua ultima apparizione era sotto il crollo di un palazzo, ricordate?).
Così ora è in riabilitazione, ferito, senza più i suoi grandi poteri “uditivi”, disperato per la perdita dell’amata Elekra.
Sarà la grintosa Suor Maggie a spingerlo a una lunga riabilitazione, a un percorso di rinascita, che poi sarà “forzato” anche dalla scarcerazione ottenuta dal suo arcinemico Wilson Fisk.

Il bieco Kingpin, infatti, ottiene la libertà condizionata collaborando conl’FBI. Da libero, diventa una terribile minaccia per gli amici di Matt, Karen Page e Foggy Nelson, entrambi ancora in piena elaborazione del lutto per la scomparsa del loro amico, del tutto ignari della sua nuova condizione. Così sono loro stessi a organizzarsi per fermare il ritorno di Fisk. È a quel punto che Matt non può più restare con le mani in mano, pur se convinto di non indossare mai più il costume del vigilante mascherato…

Il grande protagonista di questa nuova stagione risulta così essere proprio Fisk, nemesi perfetta del Diavolo di Hell’s Kitcken. Per di più, si allea con un agente deviato dell’FBI, così abile da diventare a sua volta uno dei peggiori nemici di sempre di Daredevil: Bullseye.

La lontananza dalla sua amata Vanessa spinge Kingpin a sfruttare al massimo le sue capacità manipolatorie, carismatiche e organizzative, riuscendo non solo a tornare libero, ma anche ad additare al mondo Daredevil come “cattivo”.

Matt si avventura in una parabola di redenzione ma, lo fa addentrandosi in sentieri nuovi e oscuri, che lo porteranno molto lontano dal “bravo ragazzo in cerca di giustizia” che conoscevamo. Cova uno spirito di vendetta e pensa seriamente di farsi giustizia da solo: vuole uccidere Fisk. Vive dunque un contrasto con il proprio io e senza più neppure il conforto religioso, visto che questa volta è “arrabbiato” con Dio per la sua situazione. Non bastasse, man mano che la sua riabilitazione prosegue, arriva a scoprire un dettaglio importante del suo passato, che peggiora i suoi sensi di colpa.

Come i più affezionati fans di Cornetto avranno già ampiamente capito, questo terzo ciclo di episodi si basa sull’iconica run fumettistica di Frank Miller, ormai consegnata alla Storia della Marvel: Devil: Rinascita, e non per niente è una bellissima stagione.
Daredevil è certamente il personaggio più interessante, sfaccettato e apprezzato delle serie Marvel/Netflix, anche grazie alla costruzione speculare, “a nemesi”, della trama, con un nemico ben delineato tanto quanto l’eroe. ANche la new entry Bullseye si rivela interessante, con origini in linea con la prospettiva urbana e dark impostata dalla serie. La trasformazione dell’agente dell’FBI in un serial killer alla mercé di Kingping risulta molto realistica, ha come fondamento un background spaventoso e coinvolgente e svela gradualmente la sua natura psicopatica (dando anche una spiegazione logica alla sua celebre abilità nel lanciare oggetti).

Anche i co-protagonisti vivono storyline proprie: di Foggy viene rivelato il rapporto con il fratello, mentre di Karen scopriamo la vita da giovane tossicodipendente e il suo trauma personale. La serie si propone quindi ben stratificata, coinvolgendo tutti i personaggi principali.

Le scene d’azione sono molto più numerose che nelle stagioni precedenti, favorendo la spettacolarità: l’introduzione di Bullseye è stata molto utile in questo senso, permettendo coreografie nuove e sequenze acrobatich. Dal punto di vista registico, dobbiamo notare vari virtuosismi (come nel caso di un piano sequenza in una spettacolare scena d’azione tra Matt e Bullseye), sebbene come in tutte le serie tv la regia debba essere al servizio della sceneggiatura.

L’unico neo di questa terza stagione è quindi, a nostro parere, la durata. Tredici puntate di quasi un’ora ciascuna sono troppe, spesso allungate da momenti di noia e di banalità. Ma Daredevil 3 resta il prodotto più incisivo e interessante del panorama Marvel/Netflix che abbiamo visto finora.

(Daniele Marazzani)

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