Dài, diciamocelo: andare in edicola e chiedere all’edicolante «Mi dà il numero 1 di Tex?» è una vera emozione. E se non avete più di 70 anni, è certamente la prima volta che vi capita.

Di questo numero 1 di Tex Willer (Vivo o morto!, 64 pp. in b/n, Sergio Bonelli Editore, novembre 2018, € 3,20), si è parlato tanto, forse anche più rispetto ad altri esordi di nuove collane: e questo fin dal giorno del suo annuncio, durante l’inaugurazione della mostra presso la Permanente di Milano, cui ha fatto seguito la distribuzione del celebrato numero zero  (che i lettori di Tex e Zagor hanno avuto anche in omaggio con gli albi di novembre).

Per chi fosse stato su un altro pianeta nell’ultimo mese, riassumiamo: in occasione del settantennale di Tex, la Bonelli (ormai decisamente orientata nel ricostruire il passato dei suoi personaggi, da ultimo Zagor) ha deciso di lanciare una nuova collana regolare, Tex Willer appunto, che si propone di raccontare le “storie mai narrate” del passato di Tex. Rivedremo quindi un Tex ventenne (prima della nascita di Kit), un Kit Carson in versione… “giovane cammello”, e – almeno, stando agli intenti degli autori – si ritroveranno in questa serie le atmosfere del passato, quando Tex veniva letto da ragazzi di ogni età desiderosi solo di avventura e azione.

Intento riuscito? Diremmo di sì, anche se ovviamente si tratta solo del primo numero, e 64 pagine non possono certo parlare per un’intera serie…

Già, le famose 64 pagine: iniziamo da questo punto, che in rete ha suscitato le opinioni più disparate. Storia troppo corta, albo troppo smilzo (rispetto agli standard texiani), prezzo troppo caro (in proporzione allo storico mensile)… In pochi (pare) hanno capito che, se da un lato le 112 pagine di Tex sono un privilegio che solo il Satanasso ha (in quanto re delle vendite in casa Bonelli), dall’altro lato le 64 pagine consentono di tenere un prezzo comunque basso rispetto alla media delle edicole, specie considerando che il giovane Tex Willer… non è Tex, almeno in termini di previsionali di vendita!

Disquisizioni commerciali a parte, entriamo ora nel merito di questa prima storia, che si apre con una banda (capitanata da una vecchissima conoscenza) in caccia di un giovanotto dalla pistola più rapida del fulmine. Pistola che non tarderà a far sentire la sua voce, dal momento che i malviventi decidono (giusto per non star lì a pettinare le bambole) di impiccare un ladruncolo di cavalli incontrato nel frattempo: così, per far vedere che la “giustizia” nel vecchio West funziona ancora.
La corda si tende. L’uomo inizia ad ansimare. Ma da lontano, ecco due colpi!
La corda si spezza, l’impiccato è salvo. Stessa cosa, ci scommettiamo, non potrà dirsi dei cattivoni che compongono la banda di Coffin, dal momento che Tex Willer ha pronte delle belle camicie di mogano per ognuno di loro!

Vivo o morto!, primo (ottimo) episodio della serie Tex Willer, firmato da Mauro Boselli e Roberto De Angelis, ci lascia sul più bello, con un cliffhangerone di quelli che solo sua maestà G.L. Bonelli sapeva inventarsi… Sarà dura, durissima, resisterere fino al 15 dicembre!

(Roberto Orzetti)

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