Moreno Burattini – Valerio Piccioni – Maurizio Di Vincenzo – Andres Mossa, Zagor: le origini – Clear Water, 78 pp. a colori, Sergio Bonelli Editore 2018, € 16,00

«Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia!»Così scriveva qualche annetto fa Lorenzo De’ Medici, così paiono pensarla in casa Bonelli…
L’operazione di riportare alle origini gli eroi ha avuto il suo inizio ufficiale con Tex, sugli ormai classici Il magnifico fuorilegge  e Nueces Valley, che ci hanno fatto conoscere il suo passato più remoto (come abbiamo ampiamente trattato su Sbam! Comics nr. 36, la nostra rivista digitale scaricabile liberamente da QUI). Il tutto, ovviamente, in attesa della nuovissima serie Tex Willer.
Il passato che ritorna, quindi. E, vuoi che si parli della fanciullezza degli eroi, vuoi che se ne rinarrino le origini, ciò che conta è placare la curiosità dei lettori sui trascorsi dei propri beniamini.

Mancava all’appello lui. Zagor, lo Spirito con la Scure, la creatura di Guido Nolitta e Gallieno Ferri che, ad eccezione del leggendario Zagor racconta… (lo storico albo nr. 55 della serie dell’eroe di Darkwood, che risale ormai a qualcosa come 48 anni or sono) e pochi altri episodi, nasconde ancora parecchi punti oscuri nel suo passato.
Ed ecco quindi questo volumazzo da siuri (come direbbe il sempernoster), venduto in anteprima a Lucca e che sarà disponibile dal prossimo gennaio, a far da apripista ad una miniserie da edicola programmata per l’estate 2019.
Un volume unico destinato ad introdurre un progetto che si promette di far luce sui buchi del passato di Zagor, senza mutare una virgola della storia originale: qualcosa di più di una storia mai raccontata, quindi, ma una vera e propria ricostruzione che parte (tra le tante) da un’idea decisamente inedita.

E se Zagor, durante Zagor racconta… avesse volutamente taciuto alcuni particolari? O, ancora, se non li avesse menzionati perché dallo stesso totalmente ignorati?
E così in Clear Water, primo episodio della mini, ritroviamo un Patrick non ancora Zagor, poco più che ragazzino, che vive con il padre Mike e la madre Betty. Un passato doloroso alle spalle ed un futuro (prossimo) ancora peggiore in arrivo. A margine, una mano, che salva il ragazzino dalla furia della corrente e lo farà diventare una leggenda: quell’uomo è Wandering Fitzy, e c’è da scommettere che nella miniserie sentiremo ancora parlare di lui.

Un numero uno decisamente (e finalmente, diremmo noi) poco classico e molto, molto moderno: sceneggiatura, tagli delle vignette, uso dei flashbacks e inquadrature paiono ben lontani dagli ordinari schemi bonelliani, e (anche grazie al formato “alla francese”) molto molto accattivanti. Zagor ha ancora molto da dire, e questo bel libro ne è la prova provata.

Complimenti quindi agli autori Moreno Burattini (storia), Valerio Piccioni (matite), Maurizio Di Vincenzo (chine) e Andres Mossa (colori), che adesso hanno però un compito arduo: continuare sull’ottima strada già tracciata.

(Roberto Orzetti)

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