Andrea Sambucco – Giuseppe Zironi – Andrea G. Ciccarelli – Stefano Conte, Fumetti timidi, 64 pp. a colori, saldaPress 208, € 14,90

Lui è Andrea Sambucco, ma si presenta al pubblico come Ruggero de I Timidi, con un look e un modo di fare nel perfetto stile di certi gruppi musicali di millemila anni fa, e che – se preferite – ricorda tanto anche certi siparietti di Carlo Verdone.
Partecipa a trasmissioni su Radio 105, Radio24 e Radio Deejay, oltre che in tv su Italia 1, fa spettacoli teatrali, ha un canale YouTube di buon successo e vende bene su iTunes, con testi demenziali che si rifanno alla gloriosa tradizione che fu, tra i tantissimi altri, degli Squallor, degli Skiantos o più recentemente dei vari Elio e le Storie Tese, Gem Boy, Checco Zalone, Diana Del Bufalo

Perché ne parliamo su Sbam! Comics? Perché il Nostro ha ben pensato di estendere i suoi interessi anche alla Nona Arte, trasformandosi nel protagonista di Fumetti Timidi, edito da saldaPress e presentato a Lucca Comics in attesa di uscire in libreria e fumetteria dal 15 novembre. Libro strampalato per molti versi, almeno quanto il suo protagonista.

Parte con una prima storia, ideale proseguimento di uno dei massimi successi del buon Ruggero, Torna (a Udine). Introdotta da un breve fotoromanzo (!), ecco quindi Cos’ha New York che Udine non ha?, opera di Giuseppe Zironi, autore disneyano qui al lavoro sia sui disegni che sui testi (cui ha collaborato pure lo stesso, timido, Sambucco). L’aspetto della storia è molto topolinesco, ma è una sensazione che passa velocemente alla lettura, seguendo le peripezie del Timido tra un lato e l’altro dell’oceano, sulle tracce della sua bella, emigrata per fare la designer…

Il tempo di un altro fotoromanzo (il romantico Un urologo in famiglia…) e poi possiamo tuffarci in La grande onda, testi di Andrea G. Ciccarelli (naturalmente con la supervisione del Sambucco) e disegni affidati a Stefano Conte, che per l’occasione lascia da parte il suo Volt. Ci ritroviamo così di punto in bianco in clima manga, nel Giappone del XIX secolo, con tavole alternativamente colore e b/n per una trama che si ricollega direttamente ad un tema molto caro a Ruggero de I Timidi, quello liquido ben rimarcato dal suo successo Timidamente io.
Lo stesso tema è ripreso anche da un racconto in prosa a fine volume (Tsunami di passione) e da una storia di due pagine di Davide La Rosa (lo stomachevole – letteralmente – Ricottinator).

È bello vedere un importante editore italiano insistere nel produrre “in proprio” nuovi fumetti di autori autoctoni, soprattutto di genere umoristico e ben confezionati  graficamente.
Per di più, il volume è arricchito anche dagli omaggi di altri autori (Luca Bertelè, Massimo Giacon e Fabrizio Di Nicola) e da una versione alternativa con cover firmata nientepopodimenoché da Giorgio Cavazzano.
Ma detto questo, siamo di fronte a un simpatico divertissement, che cavalca – e alimenta – un successo, in un reciproco scambio certo utile alle due cause. Ai lettori, però, resta giusto qualche minuto di divertimento (di grana grossa). Se vi piace il genere e se vi basta…

(Antonio Marangi)

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