Chuck Dixon – Mario Alberti, Tex: Cinnamon Wells, cartonato, 48 pp a colori, Sergio Bonelli Editore 2018, € 8,90

Cinnamon Wells è una cittadina tranquilla. Forse troppo, se pensate che il giovane vicesceriffo si prende addirittura il lusso di addormentarsi durante il turno. Peccato che le cose stiano per volgere al peggio…
Il capitano Bowles ed i suoi scagnozzi, infatti, nella notte sono giunti alle porte della città. Il copione è quello standard: c’è una bella banca, una città con pochi cuori di leone, uno sceriffo di mezz’età con qualche problemino fisico ed un vice armato solo di tanto coraggio. Peccato, per i cattivoni, che ci sia anche Tex: che da solo, come ben sappiamo, vale ben più di un’intera posse di gente armata fino ai denti.

Questa, in estrema sintesi, la trama principale di Cinnamon Wells, ottavo appuntamento con i Romanzi a Fumetti di Tex.
Una collana che ha sempre suscitato le più disparate opinioni: perché, se da un lato il fan oltranzista di Tex può storcere il naso per l’impostazione poco “classica” delle storie (autori nuovi, formato gigante, trame più brevi), dall’altro lato può godersi, appunto, un Tex diverso. Più libero da vincoli, più sperimentale.

In questo nuovo appuntamento, per esempio, ritroviamo ai disegni quel Mario Alberti che su Frontera! ci aveva fatto brillare gli occhi. Su Cinnamon Wells dimostra un’eccellente capacità di storytelling nelle scene mute, anche se propone un tratto un po’ più nervoso (frettoloso?) e meno “morbido” di quello visto su Frontera!. Ma il fatto che Baggio ogni tanto tirasse le punizioni contro la barriera non sminuisce certo il suo essere stato Campione…

Riguardo i testi: per chi ha amato Chuck Dixon in passato (come il sottoscritto), questo Cinnamon Wells è di difficile classificazione. La storia inizia benissimo (tutti i tasselli sono al loro posto), ma si perde a metà volume quando, senza preavviso, una seconda trama si inserisce in quella principale. Seconda trama che sembra davvero slegata dalla prima, se non per un particolare che per ragioni spoileristiche non vi sveliamo. Persino l’atteggiamento di Tex e dei coprotagonisti in alcuni passaggi ci convince poco. Tirando le somme, alla fine della storia anche il meno attento dei lettori ha la percezione di essersi perso qualcosa.

Insomma, caro Chuck, i fasti della saga dei Carbone (per i fan del Punitore) o delle run su Detective Comics e Robin ci sembrano lontanucci: urge riprendersi, perché noi fan del Tizzone d’Inferno (a proposito: date un occhio alla mostra!) siamo abituati molto molto bene…

(Roberto Orzetti)

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