La presentazione della grande mostra dedicata ai 70 anni del Ranger al Museo della Permanente di Milano è stata anche l’occasione per le alte sfere bonelliane per annunciare la nuova serie che affiancherà in edicola quella più che classica di Aquila della Notte: Tex Willer.

Mauro Boselli, curatore di entrambe le collane, ha mostrato la copertina del primo numero (nella foto), mentre noi abbiamo potuto leggerne il “trailer”, un albetto di sole 16 pagine, antipasto di quello che sarà (sarà diffuso anche in edicola, abbinato a Zagor 639 e Tex 697, entrambi di imminente uscita).

Col sottotitolo Quando il West era giovane, potremo leggere le storie mai narrate di Aquila della Notte alle origini della sua carriera, quando ancora era ritenuto ingiustamente un fuorilegge e sulle sue tracce c’era un Kit Carson trentenne, con pizzetto e capelli non ancora d’argento.

Attenzione però: non si tratta di «un reboot dove tutto cambia» spiega lo stesso Boselli nei testi redazionali dell’albetto, «bensì una riscrittura moderna, ma allo stesso tempo fedele all’originale, e non si può prescindere dai testi sacri del grandissimo G.L. Bonelli! Il più delle volte però batteremo territori nuovi e inesplorati, alla  ricerca delle avventure sinora mai scritte, e allora cavalcheremo nell’ignoto, con Tex e in sella a Dinamite, e dietro ogni pagina ci aspeterà una sorpresa, un agguato, un pericolo, un tesoro, le urla dei Comanche o le fucilate dei guerriglieri messicani».

Così, tanto per mettere subito le cose in chiaro, questa primissima storia – come ben mostra la cover stessa dell’albetto zero – introduce non solo Tex e Carson, ma anche quel certo Mefisto, per ora apparantemente solo un illusionista da baraccone. E via via reincontreremo molti altri storici protagonisti della saga, nella loro versione giovanile.

Il numero 1 sarà in edicola dal prossimo 16 novembre, ma sarà presentato in anteprima durante la sempre più imminente Lucca Comics. Testi di Mauro Boselli, ai disegni i vari Alessandro Piccinelli, Roberto De Angelis, Bruno Brindisi, Sergio Giardo e Fabio Valdambrini.

(Antonio Marangi)

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