Chi l’ha detto che Topolino è antipatico? È vero: è un tipico eroe senza macchia e senza paura, prontissimo ad aiutare i deboli e gli oppressi, ha uno spiccatissimo senso della giustizia, tanto che è un insostituibile supporto per la polizia, all’occorrenza sa farsi valere anche con i pugni (o perfino a testate) ed è – va da sè – astuto come una volpe delle nevi. Ha pure la camicia sempre impeccabile, dimostra assoluta lealtà agli amici e alla parola data, è da sempre più che fedele all’eterna fidanzata. Perfino la sua città si chiama come lui, Topolinia. Paperopoli almeno è la “città dei Paperi”, tutti. Topolinia no, è solo sua. Lui è quello che piace tantissimo alle mamme, certamente molto più che alle figlie. Lui è l’uomo (ok, il topo) perfetto. E tutto ciò che è perfetto suscita antipatia.
Eppure…
Eppure il buon sorcio è sulla cresta dell’onda da qualcosa come nove decenni. Novant’anni, dal 1928 ad oggi. Costituisce la prima pietra di quella che oggi è la più grande multinazionale dell’entertainment del pianeta. Il settimanale italiano che porta il suo nome è da lustri la rivista per ragazzi più diffusa in Italia. È probabile che nessuno, messo davanti alla sua effigie, possa non riconoscerlo, neanche nei più sperduti angoli del globo (o quasi, insomma…).

Su Sbam! Comics nr. 41 abbiamo ripercorso la storia del più famoso dei personaggi dei fumetti e cercato di identificare le 15 storie assolutamente imperdibili della sua “carriera”. La rivista è liberamente scaricabile da QUI, con molto altro materiale sul Grande Topo. Buona lettura.

(Antonio Marangi – Disegno di Donald Soffritti, fogtogrammi da Steamboat Willie)

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