Michelinie – De Falco – Frenz – McFarlane, La nascita di Venom, collana La Collezione definitiva delle graphic novel Marvel, 192 pp. a colori, Hachette Fascicoli 2018, € 3,99 (prezzo promozionale del vol. 1)

Presentandola come la «Collezione definitiva delle graphic novel Marvel», Hachette Fascicoli, come ben noto, ha lanciato in edicola una nuova serie di volumi collezionabili con le saghe storiche della Casa delle Idee. Parliamo di ben 60 volumi cartonati, in edicola con cadenza quattrodicinale ogni due sabati, serie partita il 25 agosto 2018 e in calendario fino a buona parte del 2020. Così, in attesa di rileggere trame come quella della Fenice Nera, che sconvolse la vita degli X-Men, o la leggendaria Rinascita di Daredevil, o ancora la “solita” (non manca mai in collane del genere) Vecchio Logan, tra le molte altre, siamo partiti rinfrescando La nascita di Venom, pietra miliare datata 1988 della saga ragnesca.

Con i testi di David Michelinie e di Tom De Falco e i disegni di Ron Frenz e del rivoluzionario (per l’epoca) Todd McFarlane, riviviamo lo strano rapporto di Peter Parker con quello strano costume alieno tutto nero, tanto funzionale quanto inquietante, che aveva trovato sul misterioso pianeta dell’Arcano durante le prime Guerre Segrete (che erano anche la prima maxi-saga di sempre della Marvel): ora risponde ai suoi comandi mentali senza problema alcuno, anzi, prevedendone addirittura i desideri! Impiegherà poco, il Ragno, a rendersi conto che non è tutt’oro quel che luccica, ma che anzi il costume è un essere senziente che si sta impadronendo di lui (spero non consideriate questo uno spoiler, visto che parliamo di una trama celeberrima).
Liberarsene non sarà per nulla facile: per di più, l’operazione (riuscita) avrà come turpe conseguenza il convincere il simbionte (così viene battezzata l’entità aliena da Mr Fantastic) a trovarsi un nuovo corpo ospite per vendicarsi di Spider-Man, di cui duplica pensieri e poteri! Insomma, è nato Venom, nuova vera nemesi del Ragno, ruolo in cui il mostro nero sostituisce di fatto il caro vecchio Goblin.

Una saga epocale (condita anche da fatti secondari ma importanti all’epoca, come la love-story tra Peter e la Gatta Nera e il successivo crescere del suo rapporto con Mary Jane), che letta oggi appare un po’ ingenua, sia nella trama che (soprattutto!) nei dialoghi e nei disegni, ma che nulla perde della sua originalità e senso di inquietudine suscitato dalla lettura.
Lettura che è comunque consigliatissima, anche in preparazione alla visione del nuovo film marvelliano (di produzione Sony) dedicato proprio a Venom.

 (Domenico Marinelli)