Una storia con un precedente più che illustre: quello di Paperodissea, classicissimo uscito nel 1961, ristampato decumbalioni di volte e firmato da due mostri sacri quali Guido Martina e Pier Lorenzo De Vita (mica no!).

Per non ripetersi e per restare fedeli alla grande, meravigliosa tradizione delle parodie Disney, Roberto Gagnor e Donald Soffritti hanno accettato la sfida di una simile eredità, realizzando questa Topodissea: come dire, spostiamo Ulisse da Paperopoli a Topolinia (ma non del tutto, in realtà…) e vediamo di nascosto l’effetto che fa.

A lettura ultimata della prima parte della storia, proposta sul nr. 3272 di Topolino (in edicola in questi giorni, come sempre a € 2,70, Panini/Disney), possiamo dirvi che l’effetto che fa è davvero eccellente!
È Pippomero a narrarci il periglioso viaggio di Topodisseo, il Topolinide, accompagnato da Paperiloclo: purtroppo per lui, gli dèi (Zeus Paperonio e Rockerione) non gli sono propizi e gli procureranno un sacco di guai, nonostante i buoni uffici di Paperatena.
Lungo e difficile sarà il ritorno a Topolitaca, dove lo attendono la dolce Minellope e i nipotini Tele e Maco: ma per sapere come va a finire dovremo aspettare la prossima puntata, sul successivo numero 3273 (in edicola il giorno di Ferragosto).

Aggiungete un bel po’ di citazioni dal greco antico (!), sapientemente miscelate con riferimenti al mondo di oggi (si parla di club vacanze, riunioni condominiali, cucina sperimentale e perfino di recensioni online), una azzeccatissima coorte di altri personaggi (dal ciclope Gambadifemo ai giocosi monarchi dell’isola di Scherzia, Orazioo e Clarabellaa, alla maga Circelia al machiavellico Macchianeroo) e perfino qualche “crossover” (Ermes Paperogo, messaggero degli dèi, incontra… Conan!), il tutto disegnato e colorato (e che ve lo dico a fare?) in un maestoso mix tra classicismo disneyano e giusta modernità…
Fatto tutto? Benissimo, allora ecco il risultato finale: un piccolo capolavoro! Cui assegnare senza il minimo indugio la nostra Sbam-coccarda SSGF (Signore e Signori, questo è Grande Fumetto).

(Antonio Marangi)

Post correlati