Power Man torna in azione: dopo la breve parentesi nel crossover The Defenders, Luke Cage è infatti tornato nella sua Harlem, di cui è ormai il paladino indiscusso, per la seconda stagione della sua serie tv.

Nei consueti tredici episodi, viviamo il viaggio interiore del protagonista: tutti lo osannano per il suo ruolo di difensore dei cittadini, ma è anche vero che proprio la sua presenza ha attirato in loco calamità potenti. Inoltre, sa che Harlem ha bisogno di un eroe atipico, che possa agire secondo la propria morale, andando anche al di là della legge.

Come Jessica Jones 2, anche Luke Cage 2 ha come filo conduttore una disputa familiare dalle radici antiche e profonde. Vecchi scheletri nell’armadio che riemergono dopo tanti anni, creando spunti narrativi interessanti.
Se Luke – all’inizio frustrato, spesso iroso ed aggressivo – vive un rapporto molto difficile con suo padre, il reverendo Lucas (inizialmente lo odia per aver rovinato la sua vita e quella del fratellastro Willis, alias Diamonback; successivamente, nasce un rapporto migliore, che rende il padre un vero e proprio mentore dell’eroe), all’opposto la villain della situazione, Mariah Dillard, riscopre la figlia Tilda: la ragazza odia sua madre per la sua vita criminale, ma poi le si riavvicina, finendo con l’essere “contagiata” nella direzione negativa…

Dal punto di vista recitativo, Mike Colter (Luke) si conferma troppo flemmatico e poco reattivo. Non un grandissimo attore, che anzi, soprattutto nelle scene più intense, sfigura con il carisma e la bravura di Rosario Dawson (Clare), o con quelle di Mustafa Shakir (Bushmaster) e Alfre Woodard (Mariah), per molti versi i veri protagonisti della storia.

L’apparato tecnico si dimostra invece eccellente: regia precisa, ben confezionata e con una fotografia notturna ottima, con luci di taglio colorate che danno enfasi alle scene spettacolari. Meno all’altezza è la sceneggiatura, troppo ripetitiva e discorsiva.

Forse tredici puntate sono un po’ troppe, non tutte sono all’altezza e alcune servono solo ad allungare il brodo: tuttavia, Luke Cage 2 si rivela un buon prodotto, che porta avanti (e chiude) tutte le storyline rimaste in sospeso nella prima parte.

(Daniele Marazzani)

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