Presentato con il numero zero in occasione del Lucca Comics dello scorso autunno, è ormai ben avviata la nuova serie Bonelli Editore di Creepy Past, proposti in albi mensili a colori di 64 pp. a € 3,50 cad.(il terzo numero sta per uscire in edicola). Gli autori, Giovanni Di Gregorio, Bruno Enna e Giovanni Rigano, sono tutti veterani del Fumetto, provenienti dalla stessa Bonelli e da Disney Italia, dove hanno lavorato su testate quali Dylan Dog e PK.

La trama miscela con mestiere elementi tipici delle più recenti saghe horror cinematografiche indirizzate a un pubblico più o meno adolescenziale, con intrecci e azione stile urban fantasy e con caratteristiche delle più classiche storie di avventura per ragazzi.

Il titolo della serie richiama subito la tradizione delle leggende metropolitane, base di molti film horror hollywoodiani degli ultimi vent’anni; il villain stesso, presentato fin dal numero zero, è una rivisitazione dello Slender Man, personaggio nato nel primo decennio del millennio e che è già apparso in svariati film e videogiochi.

La trama segue le vicende di Quiro e Ester, i due protagonisti che dovranno affrontare lo stesso mostro e altri demoni extradimensionali, che arrivano nel nostro mondo attraverso la possessione di  ragazzi e ragazze; la reale natura di questi esseri rimane ancora però avvolta nel mistero.
Quiro incontra Ester quando entra, costretto dai suoi genitori, nella Fondazione REM, un istituto specializzato nella cura e nello studio dei disturbi del sonno. Chiaramente una copertura: il professor Iker indirizza invece segretamente i suoi studi proprio all’apparizione dei demoni. Ester stessa, che pare nascondere qualcosa di terribile nel suo passato, si trova nella fondazione per investigare sulle apparizioni dello Slender Man.

Nei due albi usciti fino a oggi (il secondo lo scorso giugno), la serie sembra volersi strutturare secondo la migliore tradizione delle serie tv americane, ma anche di molti manga shonen: ogni numero segue la lotta contro il “mostro dell’episodio”, mentre sullo sfondo viene portata avanti la trama verticale, aggiungendo via via nuovi tasselli al mistero della Fondazione REM e della natura dei demoni.

L’affresco costruito dagli autori risulta essere molto interessante, anche se i lettori più maturi potrebbero trovare un po’ troppo soft l’atmosfera horror, tenuta molto sfumata visto il target molto giovane cui l’opera si rivolge.
Almeno finora, Creepy Past non ha raggiunto ciò che invece era il punto forte di PK: anche l’opera Disney sirivolgeva al pubblico young adult, ma riusciva a sviluppare gli elementi supereroistici rimanendo godibile anche per i lettori meno giovani.

Una profondità multilivello che ancora manca nella nuova serie Bonelli, anche se ovviamente è giusto dare tempo al tempo: siamo solo ai primissimi numeri e la storia appare comunque ricca di spunti. La serie risulta ben fatta e curata, sia negli script che nei disegni (aiutati dalla vivacità della colorazione): una testata con cui Bonelli appare sempre più intenzionata a aprirsi a nuove proposte, lontane dal suo formato storico, volte ad acquisire nuovi lettori, ma anche a rinnovare e rinfrescare il su catalogo con stimoli provenienti dagli altri media.

(Simone Di Matteo)