Enrico Marini, Batman – L’Oscuro Principe Azzurro, Vol. 1, Collana DC Deluxe, 64 pp. a colori, RW/Lion 2018, € 13,95

Se c’è una cosa che ha sempre contraddistinto Batman è l’enorme versatilità: lo puoi mettere nel passato, nel futuro, in una dimensione alternativa, negli anni ’30, nella Londra vittoriana o nello spazio. Lui sarà sempre LUI, con i principi, l’etica e la sete di giustizia che l’hanno reso celebre ed amato.

Quindi non c’è da stupirsi che in DC abbiano pensato di fare l’ennesima rilettura del personaggio, questa volta (va detto) non troppo lontana dall’originale, ma contraddistinta dal fatto di essere in mano totalmente ad un autore italiano, Enrico Marini: autore apprezzatissimo in Francia (sua Le Aquile di Roma), ha accettato – come lui stesso racconta nell’introduzione – l’enorme sfida di mettere la propria opera al servizio del Pipistrellone.

E così nasce questa storia, L’Oscuro Principe Azzurro, quasi una favola pensata dalla collaborazione tra Dargaud e DC Comics: decisamente qualcosa di più di un semplice omaggio alla storia batmaniana. Protagonisti (oltre al Nostro), il Joker, Catwoman, il fidatissimo Alfred ed una donna, che pare avere… qualcosa in comune con Bruce Wayne.

Ovviamente, non appena si esce un po’ dai binari classici, il primo istinto è valutare cosa è cambiato rispetto ai personaggi che tutti conosciamo (o meglio, che conoscevamo, perché Scott Snyder e Tom King ce ne hanno messo del loro per scombinare le carte in tavola nella continuity ufficiale, ).

Ebbene, leggendo questa storia, l’impressione generale è quella che Marini sia perfettamente sul pezzo. Nessuna divagazione, nessun Joker buono o Batman cattivo. L’impressione che si respira però è quella di un’aria decisamente retrò, che prende tanto, tantissimo dal Batman televisivo e cinematografico: l’atmosfera camp di Adam West, la caratterizzazione dei personaggi di Tim Burton, le ambientazioni ultracinetiche del (giustamente) aborrito Joel Schumacher e di Chris Nolan, e – soprattutto – i tanti richiami scenici al Batman del cartone animato degli anni ’90. Tutto questo in un fumetto che non perde di vista il suo essere tale, e che Marini dimostra di saper fare benissimo (le tavole parlano per lui).
E così, ecco un Joker finalmente prono all’ironia (nemmeno troppo amara) ed una Catwoman ladra di cuori e non solo. Un Alfred decisamente… “Alfred”, un Wayne che ogni tanto si concede una barba di qualche giorno e una Gotham tenebrosa al punto giusto.

Insomma, per i più dubbiosi, questo Oscuro Principe Azzurro vale decisamente il prezzo del biglietto. Soprattutto per chi, come il sottoscritto, ha un po’ di rimpianto per un certo modo di “fare Batman”, che ora (nonostante l’indubbia qualità delle storie) pare essersi un po’ perso.

Certo, bisogna solamente imparare a convivere con Bruce Wayne che da del “lei” ad Alfred… ma d’altronde un Principe Azzurro, per quanto Oscuro, deve avere anche le buone maniere, no?

(Roberto Orzetti)

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