Architetto, pittore, vignettista e autore di strip umoristiche, con una spiccata predilezione per la satira sociale, nonché autore de I Chinson, l’ultimo “nato” tra i nostri Sbam! Libri.
Sull’ultimo numero di Sbam! Comicsla nostra rivista digitale gratuita che potete scaricare liberamente da QUI – abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Mario Airaghi, per scoprire il suo punto di vista sullo stato di salute della satira.

Di seguito trovate la prima parte dell’intervista, ma vi rimandiamo alla rivista (tanto è gratis ed è lì tutta per voi) per ogni dettaglio e per molte vignette di Mario.

Parlaci di te, Mario, dell’origine di questa tua passione per il Fumetto, la vignetta, la satira…
Come si dice in questi casi? Ho sempre disegnato già dalla culla, eccetera eccetera. Ovviamente è quasi vero, il disegno è stato la mia professione e la mia passione, in tutte le forme: da quello tecnico alla pittura, comprese le vignette che facevo ai tempi del Politecnico a Milano per superare i momenti difficili. Così, molti anni dopo, quando sono arrivate le difficoltà per il lavoro e la professione, è stato naturale riprendere con le vignette. E cercare di pubblicarle. Ho cominciato su una bella rivista on-line che si chiamava Non Sai che è stata una grande palestra in cui confrontarmi con “quelli bravi”; un onore ogni volta che rientravo nella rosa delle vignete quotidiane o, meglio ancora, selezionato per la “vignetta del giorno”. Poi sono arrivati i social e altri contenitori di satira come Italian Comics, Fany-blog, CartaigienicaWeb, Sfera, Giornale Pop e naturalmente Sbam! Comics, che mi ospita da parecchi numeri. Una vetrina che mi ha procurato le prime collaborazioni in eventi e manifestazioni, importantissime per migliorare la tecnica, per imparare a improvvisare e anche per conoscere vignettisti più esperti di me, che ora sono degli amici. Abbiamo fatto insieme sessioni di disegno per manifestazioni benefiche, per amministrazioni pubbliche, organizzazioni sociali e politiche, per concorsi e spettacoli di improvvisazione umoristica live con le lavagne luminose sfidandoci a turno. Tutte cose che sono servite a rendere più fluida la produzione di vignette umoristiche e satiriche.

Parliamo dei “nostri” Chinson in particolare: le loro origini?
All’inizio facevo satira soprattutto politica, disegnando caricature delle varie personalità di volta in volta oggetto della battuta. Mi sono poi accorto che questo modo di procedere aveva alcuni limiti, principalmente quello di mettersi inconsapevolmente a servizio della persona che invece doveva essere il bersaglio! E creava limiti anche per quanto riguarda la velocità di esecuzione, la riconoscibilità della mano dell’autore, la difficoltà ad affrontare temi di satira sociale. Così ho fatto alcuni tentativi con dei personaggi fissi inaugurando alcune mie linee umoristiche come La versione di Paul, i-dee blu, Bebé Mechant e anche Orange Trump che sono ancora progetti in corso ma non mi appagano completamente. I Chinson (dall’inglese “chin” per il mento prominente) nascono durante un breve soggiorno oltralpe, osservando dei ragazzi al tavolino di un bar. Alcuni dei Chinson sono proprio caricature di quei ragazzi (Jul e il cane Prot, Al, Crok, Bob, Scotly), altri sono personaggi incontrati per le vie di Milano (Punky, Rady, Tracy, Bret, Gerry). Con questo gruppo di ragazzi, multiforme e spesso in antitesi tra loro, riesco meglio ad affrontare tutti i temi sociali, politici e di attualità, utilizzando il gioco delle coppie e degli opposti. Si adattano bene a quello che avevo in testa. Ha anche la peculiarità di essere un progetto molto fumettistico anche se radicato nel campo satirico/umoristico…

(Domenico Marinelli)

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