Superman compie ottant’anni. Già per questo, varrebbe la pena di stappare una bottiglia di quello buono. Parliamo infatti non solo di un caso di straordinaria longevità editoriale, ma di un personaggio che ormai da tempo ha trasceso i confini della pagina disegnata, assurgendo al rango di icona universale. Di un eroe che già nel 1964 Umberto Eco definiva “un mito” del nostro tempo, di cui tutti – compresi coloro che di fumetti masticano poco o nulla – conoscono almeno a grandi linee la vicenda, le origini e i principali comprimari. Del campione di una narrazione seriale che, esattamente come i miti antichi, continua a ripetersi fedele a se stessa, svolazzando da un medium all’altro mentre, tra le legioni dei suoi fan, i nipoti sostituiscono i figli che, a loro volta, hanno da tempo rimpiazzato i padri.

Ma ci sono almeno un altro paio di buoni motivi per cui l’ottantesimo anniversario dell’uscita del mitico Action Comics nr. 1 merita di essere sottolineato in rosso sul calendario. Con quell’albo, infatti, non debutta solamente la geniale creazione di Jerry Siegel e Joe Shuster, due giovani sognatori figli della sterminata provincia americana che, per ingenuità loro e cinismo altrui, impiegheranno svariati decenni di sofferenze e battaglie legali per veder riconosciuti i propri diritti sul personaggio.

No, in quel fatidico giorno della primavera 1938 è il Fumetto stesso ad affermarsi come industria culturale autonoma e pienamente matura, finalmente libera dalla simbiosi con i quotidiani che l’aveva caratterizzata fino a quel momento grazie al definitivo deflagrare di un formato nuovo di zecca, quello dei comic book, vale a dire riviste di soli comics. E, cosa forse perfino più importante ai fini degli sviluppi successivi del medium, l’approdo nei punti vendita di quel vigilante con poteri sovrumani e abiti circensi segna altresì la nascita del genere destinato a colonizzare più di ogni altro l’immaginario moderno, prima degli americani e – a partire dal secondo dopoguerra – dell’intero Occidente: il Fumetto di supereroi.

Per dirla con le parole dello storico e critico fumettistico Michael Barrier, «i comic book avevano cominciato come un tecnologia – la stampa a quattro colori ad alta definizione – ma erano in cerca di una formula capace di attirare un numero sufficiente di lettori che giustificasse la produzione di svariate migliaia di copie per ciascun numero. Il successo di Superman rappresentò proprio l’incontro tra tecnologia e formula».

L’ultimo figlio di Krypton è, dunque, anche e soprattutto il primo supereroe. Capostipite e punto di riferimento di una sterminata schiera di personaggi in costumi variopinti che, da quel momento, irromperanno senza soluzione di continuità sulle pagine dei fumetti per poi tracimare sugli schermi della tv, del cinema e diventare protagonisti assoluti delle nostre pratiche di intrattenimento e di consumo.

Una concorrenza particolarmente aggressiva, che con il passare degli anni avrebbe potuto condannare Superman a una progressiva obsolescenza e all’oblio mediatico che, per un tipo del suo stampo, sarebbe stato destino peggiore di un bagno nella kryptonite. E invece l’Uomo d’Acciaio è ancora lì, inossidabile, al centro della scena. Certo, periodicamente i cervelli pensanti della DC Comics lo sottopongono a interventi di lifting narrativo, in verità non sempre azzeccatissimi ma comunque necessari per tenere botta a dispetto dell’età. Però la ricetta di fondo, l’anima più intima dell’eroe, rimane comunque invariata. Perché Superman non muore mai, come recita il titolo del bel romanzo giallo che Claudia Salvatori ha ambientato nel mondo delle strisce disegnate.

Ed ecco perché noi di Sbam!, che come tutti quelli che vivono di pane e fumetti siamo cresciuti all’ombra del suo mantello, non potevamo dimenticarci di celebrarne degnamente l’ottantesimo genetliaco. Dedicandogli la copertina di questo numero e cimentandoci nell’improba ma dolcissima fatica di selezionare quelle che, a nostro umile e personalissimo giudizio, sono le sue dieci storie essenziali. Non sempre e non necessariamente le “più belle”, ma quelle che, per tematiche trattate, valenza artistica o importanza storica, permettono all’appassionato come al neofita di distillare un ritratto il più possibile completo ed esaustivo del personaggio, del suo mondo, della sua mitologia e delle sue potenzialità narrative.

Trovate la nostra “classifica” su Sbam! Comics nr. 39, la nostra rivista digitale che potete scaricare gratuitamente da questo LINK: un viaggio nel meglio degli 80 anni del primo e più grande di tutti i supereroi.

(Marco De Rosa)

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