Come fatto con il buon (redivivo) Capitano e con il mondo Avengers, anche per gli X-Men è tempo di Legacy. l’operazione di rilancio del mondo Marvel attraverso il recupero del glorioso passato dei suoi eroi.
Per inaugurare al meglio l’operazione anche nel settore mutante, ecco che la Casa delle Idee rispolvera il più strampalato tra i millemila nemici del fu gruppo più insolito di tutti i tempi: l’orrendo Mojo, despota di una non ben identificata dimensione alternativa, che vive (e soprattutto fa vivere i suoi sudditi) in funzione degli ascolti tv. Chiara caricatura delle assurdità che capitano anche nel mondo reale in nome dello share e che adesso si adegua alle novità, interessandosi anche ai like sui social…

Ma vabbè, Mojo dicevamo. A cavallo tra i numeri 7 della serie Oro e della serie Blu degli Uomini X, questa prima lunga storia targata Legacy è interessante soprattutto per l’excursus proposto ai lettori sulle più grandi saghe del passato degli X-Men: da Giorni di un futuro passato a Guerre ad Asgard, passando per Inferno e per il periodo del Magneto cattivissimo sull’Asteroide M…
Il pupazzone multizampato extradimensionale, infatti, acchiappa i mutanti di ogni ordine e grado e li scaraventa in altrettanti simil-set televisivi a combattere vecchi nemici in vecchie situazioni. Perfino il look dei nostri eroi si adegua all’epoca della saga che è obbligato a rivivere. Bello dunque rivedere (per chi c’era) o scoprire (per le nuove leve, cui Legacy ammicca) eroi e situazioni rimasti nel cassetto da un bel pezzo, a cominciare da quel bel tipo di Longshot.

Altro punto fondamentale dell’albo sono le eccellenti tavole di Mike Mayhew, seguite da quelle (un po’ meno interessanti) di Jorge Molina nel secondo episodio, realizzate lungo la trama scritta alla bisogna da Marc Guggenheim e da Cullen Bunn.

Tutto questo su X-Men Oro nr. 7 (maggio 2018, 80 pp. a colori, Panini Comics, € 3,90), mentre per il seguito, vi rimandiamo a X-Men Blu (stessa data e caratteristiche): le copertine dei due albi, unite, formano una spettacolare tavola di Arthur Adams (e questo spiega anche il mistero della presenza in cover di Apocalisse, di cui nulla si sa nelle pagine interne). Per la conclusione, infine, bisognerà aspettare il prossimo numero di Oro, in edicola dal primo giorno d’estate.

(Domenico Marinelli)

P.S. A proposito di ritorni: nella seconda parte dell’albo, nel seguito della storia cominciata sul numero scorso e tratta dalla serie Usa Astonishing X-Men, Charles Soule (testi), Carlos Pacheco e Ramon Rosanas riportano in auge (o almeno così pare) proprio lui, l’unico, il vero, il grande… Oooops, no spoiler!