Jason Aaron – Esad Ribic – Steve McNiven – Robbie Thompson – Mark Bagley – AA. VV., Marvel Legacy, 264 pp. a colori, Panini Comics 2018, € 25,00

Appena il tempo di vedere posarsi (e neppure del tutto) la polvere di Secret Empire e di dare una veloce sbirciata ai dieci albi dell’iniziativa Generations, ed ecco che Panini Comics ci proietta nella nuova fase del Marvel Universe, che fin dal nome – Legacy, cioè eredità – dichiara l’intento di guardare al luminoso passato della Casa delle Idee, recuperando (e attualizzando) atmosfere, suggestioni e anche personaggi del tempo che fu.

Primo passo di questo ennesimo rilancio editoriale è un ricco volumone cartonato dove, oltre al one-shot Marvel Legacy che costituisce il punto di partenza dell’intera operazione, sono raccolte alcune altre chicche, sia fumettose che redazionali.

La storia d’apertura, orchestrata da Jason Aaron, prende le mosse addirittura un milione di anni fa e introduce fin dalle primissime pagine un variegato gruppo di Vendicatori “preistorici”, capeggiato da Odino in persona. L’ispirazione di fondo appare subito non troppo dissimile da quella messa in campo dalla Distinta Concorrenza con il suo Rebirth: c’è la premonizione di una terribile minaccia incombente, che in casa DC si intuiva essere il Dr. Manhattan di Watchmen mentre qui risale fino al genio creativo di Jack Kirby e annuncia l’avvento di una schiera di Celestiali, accompagnato però da un oscuro segreto che rimanda all’alba del genere umano; e, ancora una volta, tutto passa anche attraverso una resurrezione “celebre”: se là a tornare dalla morte (apparente) era stato Wally West, qui tocca a… no, non ve lo anticipiamo per non incorrere nel più indigesto degli spoiler (anche se probabilmente già lo sapete).

Non manca (come in Rebirth, del resto) la voce fuori campo che accompagna il lettore parlando di passato e futuro, di eroismo e del concetto stesso di eredità, nel tentativo di tenere insieme in modo consequenziale pagine che di fatto altro non sono se non altrettanti teaser, il cui unico scopo appare quello di introdurre e lanciare le ripartenze delle varie serie Marvel. Ci sono, è vero, due linee narrative portanti, che seguono da un lato il tentativo di furto di una Pietra dell’Infinito (Pietra, non Gemma, secondo la dizione scelta da Aaron) da parte di Loki, dall’altro l’incontro/scontro tra Starbrand e Ghost Rider che finisce per riportare in scena il Celestiale già visto nel prologo preistorico. Entrambe le trame, però, generano più domande che risposte e, soprattutto, si chiudono con colpi di scena che lasciano aperti tutti i dubbi sugli sviluppi successivi.

Per il resto, come detto, si saltella da un trailer all’altro, dalla misteriosa sparizione di Tony Stark in coma al regno galattico del Wakanda, da Capitan America in viaggio attraverso gli States a Deadpool ricercato per omicidio, da un Thor semisbronzo su cui incombe la minaccia del Mangog al passato dei Vendicatori apparentemente riscritto con la presenza tra i membri fondatori di un nuovo personaggio, la misteriosa Voyager. E poi Jean Grey, Gamora e quella che, forse, è la sequenza più significativa (e attesa) dell’intera storia, con protagonisti la Cosa e la Torcia Umana che meditano sulla memoria e sul lascito dei Fantastici Quattro. E sempre a proposito del Quartetto capostipite del Marvel Universe, giunti all’ultima pagina c’è ancora il tempo per scoprire – non senza una certa sorpresa – l’identità della voce fuori campo che ci ha guidati fin lì…

Difficile, insomma, valutare una storia che non si presenta come un racconto unico e coerente. Ma che alterna alle trame portanti, affidate alle matite del sublime Esad Ribic e del sempre affidabile ma un po’ imbolsito Steve McNiven, un susseguirsi di promo non a caso disegnati da quelli che saranno gli artisti titolari delle diverse serie: Chris Samnee presenta il suo Capitan America, Russell Dauterman si cimenta con Thor, Alex Maleev con la pagina legata al mondo di Iron Man, e così via.

Ed è altresì arduo, alla luce di trame appena accennate (e spesso neppure quello), ipotizzare quali tra queste storyline facciano intravedere le potenzialità più interessanti. Per scoprirlo, quindi, non possiamo fare altro che pazientare ancora qualche settimana, fino a quando il nuovo corso di Legacy irromperà progressivamente sulle testate regolari edite da Panini. Anche se, va detto per onestà, per ora su tutto aleggia un senso di stanchezza e di déjà vu che non induce all’ottimismo…

La parte centrale, e più cospicua, del volume propone invece Marvel Primer Pages, una rutilante cavalcata che attraverso 140 fittissime tavole, scritte da Robbie Thompson e illustrate dal veterano Mark Bagley con il supporto di una manciata di artisti ospiti, ripercorre le origini e l’attuale status quo di tutti i principali supereroi e supergruppi marvelliani. Non solo un’esperienza gratificante dal punto di vista visivo, ma anche una lettura godibile grazie alla perizia con cui Thompson riesce nell’improba missione di sintetizzare in poche vignette l’essenza e l’epica di ciascun personaggio, sedimentate in molti anni (o decenni) di storie.

Consigliate come ideale starting point per i nuovi lettori che saliranno a bordo in occasione di Legacy, queste Primer Pages possono inoltre rappresentare un utile ripasso pure per i fan più smaliziati, funzionale magari al recupero di qualche “buco” di memoria. Il vostro devoto Sbam-redattore, per esempio, non ricordava assolutamente che il mondo d’origine di America Chavez si chiamasse Parallelo Utopistico…

In chiusura, ecco un’altra sorpresina senz’altro capace di titillare gli appetiti dei Marvel zombies: un’ampia selezione di articoli tratti da FOOM, storica rivista d’informazione della Casa delle Idee riesumata proprio in concomitanza con il lancio di Legacy. Approfondimenti, interviste agli autori, dietro le quinte e una deliziosa storia in breve del Bullpen, la redazione Marvel, e delle persone che vi hanno lavorato dagli anni Sessanta a oggi (compresa la mitica segretaria Flo Steinberg, che giustamente si merita un pezzo ad hoc…).

Tirando le somme, questo Marvel Legacy appare un titolo obbligatorio per il completista e il “vero credente” che però non sfigura nella biblioteca del semplice appassionato. Il quale, se non intendesse attentare al portafoglio scucendo la rispettabilissima somma di 25 euro, avrà comunque presto modo di portarsi ugualmente a casa il one-shot di Aaron-Ribic-McNiven nel consueto brossuratino da edicola della collana Marvel Miniserie (la stessa che ha ospitato tutti i principali “eventi” della casa, fino al recentissimo Secret Empire), annunciato in uscita per il prossimo 10 maggio (56 pp. a colori, 3,50 €).

(Marco De Rosa)