Ebbene sì. Anche Topolino si è “restylizzato”, aderendo ad una moda che impone (specie in campo editoriale) un reset completo ogni due/tre anni per venire incontro ai mutati gusti dei lettori.

Come già anticipato, quindi, ecco approdare in edicola il “nuovo” Topolino (nr. 3255, 11 aprile 2018, 160 pp. a colori, Panini/Disney, € 2,70), sotto una sfavillante copertina firmata Giorgio Cavazzano (disegni) e Andrea Cagol (colori).

Cos’è cambiato, concretamente?
La copertina acquista la presenza di una piccola foto in basso, ma mantiene la grafica classica, come anche la costa. La rivoluzione vera e propria è invece all’interno. Infatti, proprio per meglio approcciarsi alla nuova generazione di lettori (la cui maggioranza, già a 10 anni, sa alla perfezione come si maneggia uno smartphone o un tablet) i redazionali sembrano tratti da una pagina web (anzi: sembrano screenshots!), con un’impostazione che si allontana da quella della “classica” rivista a favore della grafica “da rete”.
Parimenti, cambia anche il font (anche quell del lettering delle storie) e si allargano le interlinee, per un fumetto – come dichiarato dalla direttrice Valentina De Poli nella sua intro (che, nel frattempo, si è accorciata) – «ad altissima leggibilità».

Cambamenti che per i lettori “non più quindicenni” non colpiscono troppo: quello che conta è che a fronte di questa grafica più “teen”, assistiamo all’aumento delle storie, che passano da 5 a 6 ad albo. Insomma, ben venga una qualche barra di navigazione qua e là…

Quello che ha già fatto gridare allo scandalo numerosi lettori è l’aumento del prezzo: da questo numero infatti, il “Topo” passa da € 2,50 ad € 2,70. Per una differenza mensile totale di… 80 centesimi di euro. Insomma, critiche che (come spesso accade) lasciano un po’ il tempo che trovano, a nostro avviso: Topolino si mantiene infatti ancora su un eccellente rapporto qualità/prezzo, specie davanti a numeri come questo, con Tito Faraci e Giorgio Cavazzano su Topolino e il tesoro dell’isola, la coppia Fausto Vitaliano / Lorenzo Pastrovicchio in ottima forma (con la prima parte de Il giro del mondo in 80 giorni siderali), ed altre chicche assortite, tra cui la versione paperizzata di Bebe Vio (qui Bebe Pio).

(Roberto Orzetti)

Post correlati