Warren Ellis , Bryan Hitch, The Authority, vol. 1, 300 pp. a colori, RW-Lion 2018, € 31,95

Sgonfiatasi la grande “bolla” degli anni Novanta, alla vigilia del nuovo millennio il mercato americano dei comics è ormai prossimo al collasso. E gli editori, nel tentativo di rianimarlo, sembrano incapaci di andare oltre quella che era stata l’ultima, vera innovazione del genere: vale a dire, la stanca, ripetitiva riproposizione di giustizieri in costume sempre più tormentati, disturbati, perennemente in bilico tra luce (poca) e oscurità (molta).

In questo scenario che inizia a puzzare pericolosamente di stantio, il primo numero di The Authority irrompe nelle fumetterie d’oltreoceano con la forza dirompente di una deflagrazione. Lo firma Warren Ellis, portando alle estreme conseguenze un’idea già contenuta in potenza nel suo Stormwach, di cui la nuova serie rappresenta una diretta evoluzione: all’alba dei Duemila, il mondo appare sempre più globalizzato e quindi, in un certo senso, piccolo e indifeso rispetto a minacce capaci di aggredirlo su scala planetaria. Per proteggerci tutti, quindi, servono eroi di un tipo radicalmente nuovo, che agiscano a un livello più alto e con metodologie più efficaci rispetto ai vigilanti di quartiere, ai supertizi della porta accanto, ai problematici di ogni ordine e grado, ma anche a coloro che si accontentano di operare solo localmente, in una singola città o nazione. Servono tipi davvero tosti, che non guardano in faccia a nessuno e che non hanno problemi a intervenire contemporaneamente ai quattro angoli del globo, sempre pronti a tarpare le ali (e a spaccare la faccia) a chiunque abbia la pessima idea di attentare alla nostra sicurezza.

Se vogliamo, si tratta del proverbiale uovo di Colombo. The Authority, che RW-Lion ha iniziato a riproporre integralmente in una collezione di cartonati di grande formato, non fa altro che riesumare, e attualizzare con una generosa dose di brutalità in più, la ricetta-base dei fumetti supereroici della Golden Age: zero fronzoli, o quasi, (super)problemi ridotti al minimo e una minaccia di portata catastrofica che si presenta a intervalli pressoché regolari, in un crescendo quasi wagneriano che in questo primo volume (che raccoglie i numeri 1-12 della serie) assume dapprima le fattezze di un terrorista internazionale che semina morte e distruzione in alcune metropoli mondiali, poi dell’invasione da parte di una Terra alternativa governata da una razza di folli nobili siciliani e, infine, del ritorno di un’entità aliena pressoché onnipotente, la stessa che aveva dato origine alla vita sul nostro pianeta.

Nulla di troppo grande e complicato per la spietata, gelida idea di giustizia che muove Jenny Sparks, la donna elettrica nonché Spirito del ventesimo secolo, e il suo team, che vede all’opera un dio delle città, collegato fisicamente e telepaticamente con tutte le metropoli del mondo, un’implacabile guerriera alata, due soldati modificati e resi oltremodo letali dalla bio-ingegneria, una scienziata che ha sostituito il proprio sangue con cinque litri di nano-tecnologia senziente e uno sciamano tossicodipendente che racchiude in sé i poteri combinati di centinaia di altri sciamani vissuti prima di lui.

Un gruppo variopinto, che Ellis ci presenta rinunciando programmaticamente a qualsivoglia finezza psicologica e che, ciononostante, riesce a tratteggiare in modo non monodimensionale né macchiettistico, calandolo in sceneggiature spedite come una Formula Uno e regalandogli dialoghi che sembrano presi pari pari da un action movie in stile Die Hard.

Niente di tutto questo, però, avrebbe senso – e quindi The Authority non potrebbe vantare il ruolo che invece ha avuto nel rilancio del Fumetto supereroico a cavallo dei due millenni – se le trame dello sceneggiatore britannico non fossero tradotte in pagina dal mastodontico lavoro artistico del suo conterraneo Bryan Hitch, all’epoca in rampa di lancio per diventare uno dei disegnatori più apprezzati del comicdom internazionale. Un lavoro che, se qua e là ancora pecca di approssimazione nella definizione dei volti, esplode letteralmente in sequenze blockbuster di un realismo mai visto prima, in battaglie aeree con decine (centinaia?) di soggetti coinvolti dove ogni dettaglio, ogni singola arma, ogni colpo sparato appare sempre e comunque perfettamente distinguibile.
In questo senso, si può senz’altro affermare che The Authority arriva a imporre al genere nuovi standard visivi, destinati peraltro a rimanere a lungo ineguagliati e in seguito superati forse solo dallo stesso Hitch con il marvelliano The Ultimates.

Certo, riletta a quasi vent’anni di distanza, con la sensibilità del fumettaro del 2018, la run di Ellis e Hitch rischia di sembrare un po’ datata. Quasi non fosse altro che la versione cartacea di un qualsiasi kolossal fracassone diretto da Michael Bay, dove il piatto forte è puntualmente rappresentato da scazzottate e combattimenti a mezz’aria, spettacolari quanto si vuole ma sostanzialmente fini a se stessi.

Eppure, se vi piacciono i supereroi e vi siete persi la prima edizione targata Magic Press, questa è una serie che andrebbe recuperata senza indugio. Perché ha un indubbio valore storico, perché la scrittura di Ellis racconta come meglio non si potrebbe un’epoca di passaggio fondamentale per le moderne evoluzioni del genere e perché – cosa che non guasta – il formato extra-large proposto da RW-Lion permette di riempirsi a dovere gli occhi con le libidinosissime tavole di Hitch.

In attesa, con il prossimo volume che vedrà l’arrivo ai testi di Mark Millar, di godersi l’arte di un altro alieno della matita: sua magnificenza Frank Quitely.

(Marco De Rosa)

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