L’ottavo episodio della saga di Guerre Stellari è ormai uscito da qualche giorno e, sebbene non abbia raggiunto i record de Il Risveglio della Forza, rimane un colosso in grado di smuovere i media e – soprattutto – intere legioni di appassionati.
A nostro parere, questo rimane però un film “di transizione”, un proseguimento diretto del precedente episodio: infatti, riprende immediatamente il filo narrativo lasciato sospeso da J.J. Abrams.

Dopo gli iconici titoli “stellari”, la pellicola comincia, come di consueto, con una battaglia spaziale. Il Primo Ordine sta per schiacciare definitivamente la Resistenza, la quale è costretta a ripiegare. All’interno della nave del Generale Organa, assistiamo poi all’incrociarsi delle storyline di tutti personaggi principali. Mentre con Luke, anche Rey, sul pianeta Anch-to, assiste “indirettamente” agli eventi lontani, lontani.

Gli ultimi Jedi è un film per certi versi straziante, shoccante, molto emotivo. In particolare perché distrugge tutto il lavoro fatto da J.J. Abrams, abbattendo tutti i quesiti che aveva lasciati in sospeso, e facendolo – per di più – con una facilità sconcertante, senza punti di svolta sorprendenti (alla Io sono tuo padre!). Anzi, li “abbassa di tono” come se volesse dire: Episodio 8 vi ha fatto credere che sia importanze conoscere questo o quello? Ebbene, non è cosi, le domande che vi ha posto Abrams non sono importanti ai fini della nuova trilogia! Sono solo servite per accrescere la curiosità e per mantenere vivo l’interesse dei fan verso il nuovo capitolo.

Possiamo dunque dire che questo film presenta tantissimi spunti importanti e chiude definitivamente i conti con il vecchio canovaccio starwarsiano: per certi versi, è questo il vero primo capitolo reboot della saga. Archiviata definitivamente la mitologia di George Lucas, si parte con una nuova era, con nuovi protagonisti e con nuove avventure.
Ergo: se siete tra i fans “vecchio stampo”,  Gli ultimi Jedi è uno strazio emotivo. Anche se forse ormai il ricambio generazionale era inevitabile.

SPOILER ALERT! (quelli che seguono non sono veri e propri spoiler, però potrebbero rovinare un po’ la sorpresa…)
Il titolo di questa nuova avventura è in linea con il canone. Ambiguo e spiazzante, eppur rivelatorio.
Nella trilogia prequel avevamo visto lo splendore della setta Jedi, con tanto di distruzione in La Vendetta dei Sith; in quella classica, veniva invece mostrata la rinascita di una nuova stirpe di Cavalieri Jedi. Questa nuova trilogia ci sta proponendo un “Anno Zero” dell’ordine dei Jedi e dei Sith. Via i vecchi cimeli e insegnamenti: tabula rasa, un ponte tra la saga di Lucas e la nuova epoca Disney.
L’ambiguo titolo di Gli ultimi Jedi si riferisce da un alto a Luke, in quanto ultimo conoscitore della cultura Jedi e perciò promotore di idee tradizionalistiche dell’ordine, dall’altro si riferisce a Kylo Ren e Rey, due figli di nuove generazioni: Kylo Ren è per genetica un portatore di Forza, mentre Rey è già pregna degli insegnamenti della stessa Forza, nonostante non abbia mai avuto un maestro. Loro sono il futuro delle due sette antagonisti. I due ordini, soprattutto quello Jedi, vanno ri-plasmati, ecco perché è necessario abbattere tutti i vecchi paradigmi.

Abrams non poteva compiere un lavoro del genere, sarebbe stato troppo estremo e rischioso per un film di riavvio. Il suo compito era di “risvegliare” l’interesse dei vecchi fan e di attirarne di nuovi.
Il Risveglio della Forza già ci aveva più volte strizzato l’occhio, tanto che, nonostante le numerose critiche che ha ricevuto, ha avuto il pregio di “riattivare” la saga, riproponendo in nuova veste i super-beniamini delle precedenti generazioni. Ha costruito una mitologia nella mitologia.

I nuovi personaggi sono bravi, ma non hanno la caratura e la complessità de personaggi originali. Si sente la mancanza di Han Solo. I vecchi vengono messi da parte sempre di più e in questo episodio il momento di gloria è affidato a Luke. L’unico vero elemento narrativo originale è la costruzione del villain: Kylo Ren.
Il giovane Cavaliere di Ren si conferma un personaggio volutamente incompleto e complessato. Stritolato dall’eredità del padre e del nonno, vive un dramma inedito: resistere al Lato Chiaro della Forza. La sua costruzione rimane al momento la migliore e la più soddisfacente. Infatti Gli ultimi Jedi porta Kylo Ren ad un nuovo livello: rimane sempre un giovane complessato, ma se prima aveva paura ad abbracciare il suo destino e necessitava di una guida, ora sa quello che vuole.
Tutti gli altri personaggi, invece, non mostrano una vera e propria evoluzione narrativa, non significativa, almeno: Finn, Poe e la stessa Rey conservano il loro profilo psicofisico già delineato.

CONCLUDENDO…
Il vero e più grave neo de Gli Ultimi Jedi si evidenzia dal punto di vista registico. Per la trama, J.J. Abrams è andato sull’usato sicuro: se nella costruzione della tensione narrativa si conferma un vero maestro, la gestione dei momenti molto drammatici e di quelli divertenti e ironici non è così fluida, non porta mai ad un climax dosato ed elaborato. Almeno, non come in Il Risveglio della Forza, che sorprendeva per spettacolarità e con un ritmo forsennato e ben bilanciato.

Fortunatamente, il regista riesce a sopperisce a questi deficit attraverso numerosi spunti interessanti che intrattengono e soddisfano: chiude gli enigmi di Episodio 8 e ne apre di nuovi. C’è tanta carne al fuoco, con una sceneggiatura che sembra fatta da due parti, ciascuna in due atti, con spunti tratti da L’Impero colpisce ancora (il pianeta ghiacciato con assalto terrestre del Primo Ordine) e da Il Ritorno dello Jedi (Kylo che porta Rey da Snoke).

Il “canto del cigno” di uno dei vecchi personaggi che dà tristemente l’addio alla saga colpirà molto i fan più stagionati: il modo in cui il regista Rian Johnson lo propone è sorprendente e straziante, per la degna uscita di scena di un vecchio eroe che non mancherà di suscitare qualche lacrimuccia.

Sarà sicuramente interessante vedere come verrà conclusa questa nuova trilogia. L’attesa? Due anni.

(Daniele Marazzani)

Star Wars – Gli ultimi Jedi – Regia di Rian Johnson – Con Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac – Titolo originale: Star Wars: The Last Jedi – Genere Azione – USA, 2017 – Durata: 152 minuti – Walt Disney.