Tom Veitch – Cam Kennedy, Star Wars – Dark Empire, miniserie in sei albi, Dark Horse, dicembre 1991 – ottobre 1992

Ormai siamo tutti con il muso della macchina già rivolto verso le sale cinematografiche: Star Wars Episodio VIII è all’orizzonte!

Sappiamo già che Luke Skywalker avrà un ruolo chiave, ma non è ancora ben chiaro in che modo: secondo alcune fan theories, il nostro potrebbe aver preso una brutta piega, forse diventando addirittura il villain principale del nuovo film (teoria corroborata, secondo alcuni, dal fatto che sulla locandina Luke occupa il posto tradizionalmente dedicato al cattivo di turno).

Al momento, si tratta solo di indiscrezioni, ma è certo che per i fan di vecchia data non sarebbe niente di nuovo. Nella storica miniserie a fumetti Dark Empire, pubblicata dalla Dark Horse negli anni Novanta, Luke aveva infatti già commesso l’impensabile: cedere al Lato Oscuro della Forza.

La vicenda si colloca nel vecchio Universo Espanso di Guerre Stellari, quello fatto di libri, fumetti e videogiochi, che per un paio di decenni hanno ampliato gli eventi dei sei film principali, e che poi la Disney ha spazzato via con un colpo di spugna per far posto al suo nuovo canone.

Per la precisione siamo nel periodo successivo alla battaglia di Endor e agli eventi narrati nella trilogia di Thrawn di Timothy Zahn, in cui i rimasugli dell’Impero continuano a dare filo da torcere alla Nuova Repubblica.
Come se non bastasse, al termine della battaglia con cui inizia Dark Empire, Luke percepisce una disturbanza nella Forza, e ben presto emerge una verità sconcertante: un redidivo Imperatore Palpatine è uscito allo scoperto dopo aver atteso a lungo il momento giusto per tornare al potere, stavolta con due assi nella manica.
Il primo è una nuova arma, quellacostituita dai Devastatori di Mondi che vengono mandati a distruggere i pianeti-chiave in mano alla Nuova Repubblica; il secondo è l’immortalità: il Lato Oscuro della Forza lo ha portato a trascendere la fisicità, così da ingannare ripetutamente la morte reincarnandosi in uno dei suoi tanti cloni.

Luke si arrende di fronte a questo dato di fatto e accetta l’offerta di diventare il nuovo apprendista dell’Imperatore.
In realtà il suo piano è quello di imparare i segreti del Lato Oscuro per trovare un modo di sconfiggerlo definitivamente, ma le cose si faranno un po’ più complicate del previsto, dato che «se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino! Consumerà te, come ha consumato l’apprendista di Obi-Wan»…

La miniserie principale di sei episodi, pubblicata originariamente fra il 1991 e il 1992, è probabilmente uno delle più importanti storie fra i sequel di Guerre Stellari pre-Disney. La vicenda principale, che vede Luke combattere il Lato Oscuro dall’interno, si rivela tutt’altro che banale: l’Imperatore non è una mera riproposizione della sua prima incarnazione, e si rivela ancor più manipolatore, diabolico e imbattibile di quanto visto in precedenza; e lo sforzo di Luke di non rimanere intrappolato definitivamente nei meandri del Lato Oscuro finisce col diventare una sfida quasi impossibile.

Come in ogni ottima storia di Guerre Stellari, non mancano però anche delle battaglie su larga scala: la vicenda inizia in modo rocambolesco, con Ian e Leila in missione di salvataggio per recuperare Luke e Lando che hanno effettuato un atterraggio d’emergenza con uno Star Destroyer su Coruscant; successivamente troviamo anche schermaglie in cielo e sulla terraferma, con dei commandos ribelli che cercano di fermare i Devastatori di Mondi su Mon Calamari (il pianeta natale dell’ammiraglio Ackbar).

Con Dark Empire inoltre fa il suo rientro nell’universo di Guerre Stellari il mercenario Boba Fett, che si giustifica pronunciando la famosa battuta «il Sarlacc mi ha trovato indigesto», e Leila viene per la prima volta in contatto con un Olocron, gli antichi archivi olografici che custodiscono la conoscenza degli Jedi.

Dialoghi e azione, opera di un Tom Veitch in gran forma, riprendono benissimo le atmosfere dell’originale trilogia cinematografica, e sono supportati alla grande dalle illustrazioni di Cam Kennedy dall’insolita tonalità verde-violacea, una colorazione non proprio in linea con la tradizione visiva di Guerre Stellari ma che funziona benissimo nel rendere l’atmosfera cupa degli eventi narrati. Le cover sono invece tutte di Mark Zug.

Dark Empire II continua la vicenda, concentrandosi sulla ricostruzione dell’ordine degli Jedi da parte di Luke e di Leila, che già nel primo capitolo ha avuto un ruolo essenziale nella risoluzione della vicenda. Il ciclo si conclude con Empire’s End, in cui un Imperatore che proprio non ne vuole sapere di morire verrà tolto di mezzo una volta per tutte.

In conclusione, direi che vale senz’altro la pena di leggere (o rileggere) Dark Empire. Nonostante la vicenda narrata sia al di fuori del nuovo canone, si tratta di una lettura che incarna ottimamente lo spirito della saga. E come si diceva all’inizio potrebbe anche essere che alcuni dei temi trattati in questo fumetto si ritrovino nel nuovo film, dato che già alcuni elementi del vecchio “non-canone” sono stati recuperati nella nuova trilogia disneyana.
Per esempio, anche nel vecchio Universo Espanso, Ian e Leila avevano un figlio che è diventato apprendista di Luke per poi passare al Lato Oscuro, e in quel caso era stato ucciso da sua sorella… qualche altro suggerimento su quanto vedremo nei prossimi episodi al cinema? Vedremo.

(Marco Brunello)

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