La storia era nata come festeggiamento del “compleanno” di Topolino, sul nr. 3130 del settimanale disneyano più famoso d’Italia, nel novembre di due anni fa. Una storia molto particolare, per la notevole lunghezza (72 pagine) e per il tema trattato, che aveva subito colpito l’attenzione dei lettori (e ovviamente di Sbam! Comics). Praticamente doveroso, dunque, da parte di Panini/Disney, riproporre Tutto questo accadrà ieri in una elegante edizione cartonata, uscita in ottobre e disponibile in libreria (30 euro il costo), opera cui noi abbiamo prontamente assegnato la nostra ambita Sbam-coccarda SSGF (Signore e Signori, questo è Grande Fumetto).

Un’opera che dobbiamo a sua maestà Casty, che l’ha pensata, scritta e in parte disegnata, lasciando però l’onore e l’onere delle tavole ad un maiuscolo Massimo Bonfatti. Proprio l’autore che abbiamo incontrato per Sbam! Comics nr. 36, scaricabile liberamente da QUI, dedicato al fenomeno delle versioni giovanili degli eroi dei fumetti, cui vi rimandiamo (siete ancora qui?).

Ciao Massimo, benvenuto su Sbam!: vuoi presentarti brevemente ai nostri lettori?
Ho cominciato da ragazzino, come aiutante di Silver, Bonvi e Clod, e poi ho studiato in un istituto d’arte, iniziato e non concluso l’università (DAMS), l’Accademia di Belle Arti a Bologna, e fatto svariati lavori. Nel settore dei media ho lavorato per giornali illustrati, pubblicità, fotografia, animazione. Per molti anni ho realizzato copertine, sceneggiature, disegni per Cattivik.
Con Claudio Nizzi ho creato Leo Pulp, primo personaggio seriale a colori della Sergio Bonelli Editore, prematuramente sospeso (e sui veri motivi di questa chiusura, prima o poi la Storia del Fumetto farà giustizia…).
Di recente ho pubblicato con saldaPress una raccolta (completa e rammendata) della mia serie I girovaghi, che iniziai da ragazzo sotto la benevola supervisione di Silver e che ho ripreso e rimollato molte volte nell’arco di quarant’anni (gasp! Come passa il tempo quando ci si diverte!).
Ho fatto un bel po’ di altre cosette, come una storia a fumetti da un soggetto cinematografico di Mario Monicelli (Capelli lunghi, di cui vorrei realizzare la versione estesa e completa da libreria) e la storia di Topolino assieme a Casty che ha lasciato il segno, e di cui vogliamo parlare qui, giusto?

Esatto! Tutto questo accadrà ieri propone l’incntro tra il Topolino di oggi e quello “giovane”, che corrisponde a quello dei suoi esordi editoriali!
È un’idea di Casty, che mi è subito piaciuta tantissimo quando me l’ha proposta, e infatti ci ho lavorato molto volentieri e con soddisfazione. Con Casty ho sempre collaborato con perfetta intesa fin dai tempi di Cattivik: l’idea giaceva nel cassetto da alcuni anni, come da alcuni anni si covava l’intenzione di fare qualcosa insieme, e alla fine tutto è confluito in questo progetto.
La storia di Casty tocca corde narrative ed emozionali che ci legano ai personaggi di Topolino, Minni, Pippo, e lo fa in modo attento, sapiente e rispettoso delle vere caratteristiche dei personaggi. Il Topolino attuale e quello d’antan sono simili, ma non uguali, né fisicamente né psicologicamente, così come noi non siamo più quelli di decenni fa.
Eppure Casty riesce nell’impresa da giocoliere-acrobata di raccontarli per quello che sono (ed erano) senza farli sembrare uno migliore dell’altro, uno vero e l’altro falso, uno attuale e l’altro sorpassato. E riesce anche ad equilibrare la loro presenza nella storia, in modo che nessuno sembri sovraesposto rispetto agli altri. Secondo me questo è saper fare i fumetti!

Quale è stato il tuo ruolo in questo lavoro, come vi siete divisi le parti tu e Casty?
Abbiamo cercato di lavorare a quattro mani, in sintonia, senza personalismi e ostruzionismi, con estrema stima e generosità reciproca. Si è innescato un prezioso circuito virtuoso collaborativo (che dovrebbe sempre esserci, ma non è scontato), e questo ha richiesto lunghe telefonate, diverse spedizioni e anche alcuni incontri. In certi casi Casty è intervenuto direttamente e materialmente sulle tavole, essendo anche un ottimo disegnatore, abilissimo a disegnare alla perfezione facce ed espressioni dei personaggi principali. Il suo aiuto è stato fondamentale; io non sarei mai riuscito, nel poco tempo disponibile, a disegnare le 72 tavole se avessi anche dovuto studiare i personaggi. Da parte mia ho cercato di compensare con qualche suggerimento e soprattutto impegnandomi seriamente nel disegnare al meglio la sceneggiatura.

Segue su Sbam! Comics nr. 36, scaricabile liberamente da QUI.

(Antonio Marangi)

 

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