Giuliano, Pietro, la vita è una galera, 112 pp, Festina Lente Edizioni 2017, € 12,99

È decisamente singolare il detenuto nr. 35, alias Pietro, uno dei primi personaggi umoristici nati dal pennino graffiante di Giuliano, già apprezzata firma storica de Il Male e di molte altre riviste satiriche.
Pietro è infatti un ergastolano decisamente atipico perché è un ergastolano vero, di quelli cioè in prigione da una vita, dimenticato lì da una giustizia vecchio stile mai intaccata da riforme, condoni, amnistie o qualsivoglia sconto di pena.

Ma Pietro di tutto questo non se ne cruccia, anzi, è ben felice di stare in carcere e dal carcere organizzare con furbesca maestria la vita propria e di chi gli sta attorno.
In fondo, se la vita è una galera, stare in galera forse può essere la miglior difesa dalla vita.
Pigramente sornione, Pietro si è talmente adattato all’ambiente da farlo proprio, nel senso che del carcere in cui è detenuto ne è pure il legittimo proprietario (e nel libro ci spiega anche come ci sia riuscito).

A far da spalla alle sue surreali vicende vari personaggi sono chiamati in causa di quando in quando: la guardia, i compagni di cella, il direttore, ecc… incontri più o meno occasionali di un ergastolo lungo 32 km e mezzo (perché è in chilometri che a Pietro piace misurare la durata della sua pena).

La vita in carcere raccontata da dietro le sbarre. Un libro in strip tutto da ridere.

Giuliano, al secolo Giuliano Rossetti, noto per il suo humour graffiante, ha iniziato la propria carriera sul Travaso delle idee per approdare poi nel corso degli anni a Il Male, di cui ben presto divenne una delle firme più note, CaBalà, Pardon, La Repubblica, La Nazione, Guerin Sportivo, Corriere fiorentino per citarne solo alcune delle testate più note.
Apprezzato autore di vari libri di satira, ha vinto premi e rassegne umoristiche in tutto il mondo e tenuto numerose mostre personali.

(dall’Editore)

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