Con il nuovo Maxi Tex – l’albo-balenottero annuale che Bonelli dedica al suo eroe più rappresentativo – si conclude il viaggio a ritroso nella storia (o se preferite, nelle origini) del Ranger, che da qualche mese ci viene proposta in pubblicazioni nate sull’onda del leggendario Il passato di Tex, di Bonelli & Galep.

Un viaggio cominciato con il Texone della scorsa estate, Il magnifico fuorilegge, che ci mostrava il giovane Tex in un’epoca molto vicina a quella della sua prima apparizione sulla serie regolare, quando era un fuorilegge accusato di omicidio. Aveva da poco vendicato la morte del fratello Sam.

Fratello che invece abbiamo ritrovato vivo e vegeto in Tex il Vendicatore, il cartonato della serie dei Romanzi a fumetti di Tex uscito il mese scorso e che ci portava ancora a qualche anno prima.

Con questo Maxi Tex nr. 21 – Nueces Valley, in edicola dal 6 ottobre 2017, 272 pp. in b/n, € 6,50 – andiamo ancora più indietro nel tempo. Anzi, indietro come più non si può, visto che ci troviamo davanti alla bella Mae, giovane moglie di Ken Willer, in dolce attesa del suo primo figlio, che chiamerà Tex

1838: tra le praterie della neonata Repubblica del Texas, possiamo seguire le vicende del primo gruppo di pionieri che prende possesso della valle del fiume Nueces, zona infestata da indiani bellicosi, desperados di ogni risma, sanguinari comancheros e chi più ne ha più ne metta.

È qui che cresce il giovanissimo Tex, ragazzo che denota subito carattere volitivo e temperamento deciso, nonostante perda la mamma quando è ancora bambino. Col fratello di un anno più giovane, Sam, ha modo di temprarsi alla dura vita della frontiera, seguendo il padre Ken, una delle guide carismatiche di tutta la comunità.
Potrà partecipare alla grande cattle drive – lo spostamento di una consistente mandria di bovini verso i mercati delle città – che segnerà il punto di svolta per i pionieri del Nueces.
Una missione cui ne seguirà un’altra, ancora più imponente.

A fare da angelo custode per tutta la vicenda al giovane Tex sarà un vero mito dell’epopea del West: Jim Bridger, uno dei più celebri mountain man, esploratore e scopritore di piste di tutti i tempi. Costituirà un vero e proprio modello per il giovane, contribuendo a renderlo l’eroe che tutti ben conosciamo.

Una lettura lunga e intrigante, che passa attraverso tre fasi ben distinte – orchestrate da par suo da Mauro Boselli – che sono nello stesso tempo la risposta alle legittime curiosità dei fans sulle origini e sulla natura di Aquila della Notte, uno spaccato di storia americana in piena epoca di corsa all’oro e di Grande Frontiera, e la (ri)scoperta di un classico mito del West come Jim Bridger.

In più, lungo la trama si fa riferimento ad altri episodi, appena accennati, e che saranno certamente riutilizzati per prossime avventure in flashback, per un filone che si annuncia ricco e interessante.

Il tutto è illustrato da una prova maiuscola di Pasquale Del Vecchio, che utilizza un tratto elegante e dettagliato di stile molto classico, come si conviene ad una storia di questo tipo.

(Antonio Marangi)

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