C’è stato un disegnatore in grado di percorrere le tre ultime ere del fumetto americano (i cupi anni Ottanta, i dinamici Novanta e i digitali Duemila) tenendo come punto di riferimento Jack Kirby, il Re, e il suo stile classico (che come tutte le cose classiche non passa mai di moda), ma costruendo nel contempo un proprio stile.

Non esiste lettore che non abbia apprezzato il suo tratto, solo all’apparenza umile – per via di quel suo continuo omaggiare, appunto, i grandi classici – ma in realtà di fortissima personalità, tanto da lasciare anche lui un suo marchio da protagonista.
Insomma, alla fine eccoci qua a sorseggiare (purtroppo solo virtualmente) una buona birra con questo ragazzo della Pennsylvania, cresciuto a pane e Marvel: diamo il benvenuto su Sbam! Comics a Mr. Ron Frenz!

Di seguito, trovate un estratto dell’intervista: la versione integrale è disponibile su Sbam! Comics nr. 35, la nostra rivista digitale, scaricabile gratuitamente da QUI. Numero del quale, Ron Frenz è copertinista d’eccezione (con tanto di colori di Sal Buscema!).

Raccontaci di te, della tua storia professionale…
Ho disegnato per tutta la vita. Sin dall’età di 7-8 anni, a chiunque mi chiedesse cosa avrei voluto fare da grande, la mia risposta era sempre: «Lavorare per la Marvel Comics e disegnare Spider-Man!». Ero veramente risoluto, ed ero in grado di prendere decisioni importanti come frequentare la Vo-Tech e la Scuola d’Arte per raggiungere i miei obiettivi.

Quale fu la tua prima storia in assoluto per la Marvel?
Ka-Zar The Savage nr. 17. Il lavoro è stato completato così velocemente che poi mi hanno dato anche il numero 16 da illustrare!

I tuoi primi lavori in Marvel balzarono all’occhio per la “vicinanza” del tuo stile con leggende del calibro di Steve Ditko, John Romita Sr. e ovviamente Jack Kirby. Quanto c’è di vero in questi accostamenti? E c’è qualche altro autore, oltre a questi, a cui ti ispiri?
Certamente, gli accostamenti sono veri. Quei signori, insieme ai fratelli John e Sal Buscema, sono stati i disegnatori che hanno ispirato il mio stile e il mio approccio al lavoro.

Quest’anno ricorre il centenario della nascita dell’immortale Jack Kirby, cui dedichiamo questo numero: cosa ha rappresentato per voi artisti la sua figura?
Mr. Kirby ha sviluppato o, in certi casi, addirittura creato il linguaggio moderno dei fumetti. È quasi impossibile evitare che tutti i comics ne siano influenzati.

Esiste (o esisterà mai) un “altro” Jack Kirby?
Ne dubito. Le “fondamenta” sono state gettate così bene che qualsiasi cosa verrà prodotta dopo potrà solo essere “sorretta” da Jack Kirby.

Domanda d’obbligo: preferisci disegnare le strade e i palazzi di Manhattan con l’Uomo Ragno o gli spazi siderali con gli déi asgardiani?
Nessuna preferenza. Qualsiasi cosa serva alla storia che stiamo raccontando.

Il tuo sodalizio artistico più lungo è stato quello con Tom DeFalco, con cui hai dato vita a Spider-Girl e al secondo Thor, l’indimenticato Eric Masterson. Cosa ci puoi raccontare di quel periodo?
Mr. DeFalco e io stavamo solamente cercando di divertire il nostro pubblico facendo del nostro meglio! E ci siamo divertiti anche noi! (E pensate noi lettori, Ndr…!).

(Roberto Orzetti)

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