In principio fu Superman, banale (visto oggi, beninteso) fin dal nome. Un essere che – semplicemente – può fare tutto.

In seguito, qualcuno ebbe l’intuizione geniale (tale anche vista oggi): esseri super, sì, ma con qualche casino addosso, tale da renderli più reali. Anzi, visto che sono super loro, siano super anche i problemi. Uomini potenti finché volete, dunque, ma con una zia a casa preoccupata che non prendano freddo e con la ragazza del cuore che manco li vede.

In tempi più recenti, i super sono scesi a livello decisamente più umano, sempre meno mitici,  anzi, qualche volta addirittura detestati e reietti. Ci sono volute un paio di saghe grandiose – non a caso entrate nell’empireo della Nona Arte – e le intuizioni di altri fenomeni della penna, magari nati tra gli zombie e poi esportati nel mondo in calzamaglia.

Adesso, nel fantastico mondo delle Nuvolette supereroiche, dove anche chi solleva le locomotive a mani nude e salva il mondo (se non la galassia) all’ora del thè, può essere spernacchiato dal pubblico e deve pagare l’affitto, è arrivata anche lei, la bionda Zephyr.

Ebbene sì: nel fantastico mondo delle Nuvolette eccetera eccetera, da sempre affollato da eroine giunoniche con la quinta di reggiseno e il fluente crine al vento, è arrivata Faith Herberth, una ragazza normalissima, decisamente sovrappeso, che adora gli animali, lavora per un sito di gossip, è angariata da una direttrice pedante, si è lasciata con il suo ragazzo. Una di noi.
All’occorrenza però, può indossare la sua improbabile tutona bianca con giaccone a svolazzo e affrontare i cattivacci, sia pure… timidamente.
Si fa chiamare Zephyr, visto che come zefiro dolce può librarsi lieve nell’aria (con evidente contrappasso alla rovescia), grazie ai suoi poteri telecinetici stile Jean Grey.

Sul lavoro, invece, tutti la conoscono come Summer Smith, così che risulta avere una doppia identità segreta (anche se poi si fa beccare dai colleghi mentre indossa i super-mutandoni, quindi…).
Anche lei salva il mondo, ma lo fa quasi “per caso”, a modo suo: magari mentre vuole semplicemente recuperare dei poveri cagnolini destinati ad oscuri laboratori, oppure mentre si diverte come cosplayer in una fiera di fumetti insieme ad un caro amico agghindato come Legolas.
Una persona normale, normalissima, normalmente sfigata. È sì super, ma nella sua vita è Faith ad avere il ruolo principale.

Il risultato di tutto questo è un piccolo elogio della normalità, per non dire perfino della banalità. Di fatto, una parodia dei supereroi classici, fatta attraverso una supereroina diversa, che pure conserva molti dei canoni classici (a cominciare dal suo lavoro: un giornale. Vi ricorda nulla?).
Intendiamoci, non siamo davanti ad un capolavoro, di quelli che segneranno la memoria degli appassionati e la Storia della Nona Arte: ma certamente parliamo di un esperimento significativo, in cui non è difficile immedesimarsi, per di più ben confezionato e di lettura gradevole.

Faith/Zephyr fa parte del cosmo Valiant, creata dalla scrittrice Jody Houser.
Ai disegni, troviamo Francis ‘Green Lantern’ Portela, Marguerite Sauvage e Colleen Doran, che si alternano per illustrare le parti “reali” vissute dalla protagonista e quelle ‘oniriche’, che vede solo lei sognando ad occhi aperti.

In Italia, gli albi della serie sono raccolti in volume da Star Comics, in una collana giunta alla seconda uscita, Faith: Intrighi in California (128 pp. a colori, € 8,90), e di cui è già annunciata la terza.

(Antonio Marangi)

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